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Le indagini sui dispositivi di Salim El Koudri, fermato per l'investimento a Modena, rivelano ricerche web su attentati europei. Non emergono legami con gruppi organizzati né video violenti, suggerendo un'azione dettata da autosuggestione e disagio psichico.

Ricerche web su attentati europei

Salim El Koudri, l'uomo fermato per l'incidente del 16 maggio a Modena, aveva manifestato un interesse recente per attentati avvenuti in Europa. Le sue attività online includevano ricerche su piattaforme web generaliste. Ha anche scaricato materiale relativo a questi eventi.

Questi sono tra i primi risultati emersi dall'analisi dei dispositivi elettronici del 31enne. Le indagini sono ancora in corso per chiarire tutti gli aspetti della vicenda. La squadra mobile e la Digos stanno proseguendo gli accertamenti.

Nessun legame con gruppi organizzati

Dalle analisi effettuate, non sono emersi video che ritraggano scene di violenza esplicita. Sembra inoltre confermata l'assenza di collegamenti tra El Koudri e gruppi terroristici o organizzazioni estremiste. Questa informazione è stata sottolineata da fonti investigative vicine al caso.

Gli inquirenti ipotizzano che le ricerche potessero rientrare in un quadro di autosuggestione. L'uomo potrebbe aver cercato informazioni su azioni simili a quella che poi ha compiuto. Questo aspetto viene valutato anche alla luce di un possibile disagio psichico.

Indagini in corso a Modena

Le autorità continuano a indagare per ricostruire l'intera dinamica degli eventi. L'incidente ha coinvolto sette persone a Modena, lasciando interrogativi sulla motivazione dell'aggressore. L'analisi dei dispositivi elettronici è fondamentale per comprendere il percorso mentale dell'individuo.

La collaborazione tra diverse forze dell'ordine, come la squadra mobile e la Digos, è cruciale per raccogliere ogni elemento utile. L'obiettivo è fornire un quadro completo e chiaro alla giustizia. Si attendono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.

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