Luca Casalini, doppio record mondiale apnea sotto ghiaccio
L'impresa glaciale che riscrive i limiti dell'apnea
L'apneista toscano Luca Casalini ha scolpito il suo nome nella storia dello sport estremo, conquistando un doppio record mondiale di apnea dinamica sotto il ghiaccio. L'impresa si è svolta nel gelido scenario del Lago di Anterselva, in Alto Adige, nei primi giorni di marzo 2026. Ha percorso ben 106 metri senza muta, prima con le pinne e poi con la monopinna, lasciando il mondo senza fiato.
Il quarantatreenne, originario del Monte Argentario, ha stabilito il primo primato nella specialità dell'apnea dinamica sotto il ghiaccio senza muta. Ha utilizzato le tradizionali pinne per coprire la distanza straordinaria di 106 metri. Questa performance è stata ufficialmente riconosciuta dalla Confederazione Mondiale Attività Subacquee (CMAS), l'organismo internazionale che ratifica i record in questo sport, certificando l'eccezionalità del risultato.
Non contento di un singolo successo, Casalini ha raddoppiato l'impresa il giorno seguente. Con la stessa determinazione, ha affrontato nuovamente le acque gelide. Questa volta, ha utilizzato la monopinna, raggiungendo ancora una volta i 106 metri sotto la superficie ghiacciata e firmando un secondo record mondiale nella medesima categoria e location.
Luca Casalini, con i suoi 43 anni, incarna la perseveranza e la passione per l'apnea. La sua carriera è costellata di anni di allenamenti e sacrifici. La sua provenienza dalla Toscana, una regione non tradizionalmente associata agli sport invernali estremi, rende la sua impresa ancora più singolare, dimostrando come la dedizione possa superare ogni barriera geografica.
Il contesto ambientale del Lago di Anterselva ha reso l'impresa ancora più ardua e spettacolare. La temperatura esterna si attestava intorno ai meno 15 gradi Celsius. L'acqua, sotto lo spesso strato di ghiaccio, oscillava tra i 2 e i 4 gradi Celsius, condizioni che rappresentano una sfida estrema per il corpo umano.
Affrontare tali temperature senza l'ausilio di una muta protettiva è una prova di resistenza fisica e mentale eccezionale. Il regolamento della disciplina imponeva proprio questa assenza di protezione termica, amplificando la difficoltà e il valore del record.
L'atleta è entrato in acqua attraverso un'apertura circolare, un varco praticato con cura nella spessa lastra di ghiaccio. Questo punto segnava l'inizio del suo percorso subacqueo. Sotto il ghiaccio, Casalini ha seguito una linea guida predisposta dagli organizzatori, che lo ha condotto attraverso l'oscurità e il freddo.
Dopo aver superato la soglia dei cento metri, è riemerso da un secondo foro, anch'esso tagliato nel ghiaccio. L'uscita ha segnato il completamento di una delle prove più spettacolari e rischiose dell'apnea sportiva, sotto gli occhi attenti della squadra di sicurezza.
Al termine della sua doppia impresa, Casalini ha espresso tutta la sua gioia e il suo profondo senso di realizzazione. Le sue parole hanno rivelato un'emozione palpabile e sincera. «È un sogno che si avvera», ha dichiarato l'apneista, con la voce rotta dall'emozione. «Ho provato delle emozioni incredibili, indescrivibili».
Ha poi aggiunto, con un sorriso di soddisfazione: «Sin da bambino ho sempre sperato di riuscire un giorno a portare i colori dell’Italia sul tetto del mondo e a 43 anni ci sono finalmente riuscito. Sono felicissimo di aver realizzato questo obiettivo che inseguivo da una vita».
L'apnea sotto il ghiaccio è una disciplina che richiede non solo una preparazione fisica impeccabile, ma anche una straordinaria forza mentale. Il rischio di ipotermia è costante e la reazione del corpo al freddo estremo può essere imprevedibile. La visibilità limitata e la sensazione di claustrofobia sotto il ghiaccio aumentano la difficoltà, rendendo ogni movimento un atto di pura volontà.
L'assenza di muta amplifica la percezione del freddo, mettendo a dura prova il sistema cardiovascolare e respiratorio. È una vera e propria battaglia contro gli elementi, dove il controllo del respiro e della mente sono fondamentali per la sopravvivenza e il successo.
Dietro l'apparente solitudine dell'apneista, si celava una complessa e impeccabile macchina organizzativa. La sicurezza era la priorità assoluta per tutti i soggetti coinvolti. Diversi club affiliati alla FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquee e Nuoto Pinnato) hanno collaborato attivamente per la riuscita dell'evento.
Tra questi, il Bolzano Sub – STC Bozen, il Club Subacqueo Rane Nere Trento, il Gruppo Sommozzatori Riva e il Thetis Sub hanno fornito un supporto cruciale. Queste squadre hanno lavorato incessantemente per giorni prima dell'evento, preparando il sito con estrema cura e professionalità.
Hanno tagliato i blocchi di ghiaccio per creare i varchi di ingresso e uscita, garantendo passaggi sicuri per l'atleta e per i soccorritori in caso di emergenza. Ogni fase delle immersioni è stata monitorata con attenzione meticolosa da subacquei di sicurezza posizionati lungo il percorso. La presenza costante di personale qualificato ha assicurato le condizioni di sicurezza indispensabili per un'attività così estrema e potenzialmente pericolosa, riducendo al minimo ogni rischio.
Il supporto della FIPSAS è stato fondamentale per la validazione e l'organizzazione dell'evento. La Federazione riconosce l'apnea sotto il ghiaccio come una delle specialità più spettacolari e impegnative della disciplina, promuovendone lo sviluppo in sicurezza e valorizzando gli atleti italiani.
L'impresa di Luca Casalini ha proiettato il Lago di Anterselva sotto i riflettori internazionali. La località è diventata per alcuni giorni il centro dell'attenzione per l'apnea estrema, attirando l'interesse di appassionati e media da tutto il mondo. Il suo doppio record non è solo un traguardo personale, ma rappresenta un'ispirazione per molti, dimostrando che i limiti umani possono essere continuamente superati con coraggio, preparazione e una squadra eccezionale.
L'Italia, grazie a Casalini, si conferma ancora una volta protagonista nel panorama degli sport acquatici estremi. Il suo nome si aggiunge a quello di altri grandi campioni italiani che hanno saputo portare in alto i colori della nazione nelle discipline più impegnative e affascinanti.