Cronaca

Cassazione: ex sindaco e assessore di Randazzo incandidabili

16 marzo 2026, 19:45 2 min di lettura
Cassazione: ex sindaco e assessore di Randazzo incandidabili Immagine generata con AI Randazzo
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Incapacità elettorale confermata dalla Cassazione

La Corte di Cassazione ha confermato l'incandidabilità dell'ex sindaco di Randazzo, Francesco Sgroi, e dell'ex assessore comunale Nunzio Batturi. La decisione della Suprema Corte rigetta i ricorsi presentati dai due ex amministratori contro la sentenza emessa dalla Corte d'appello di Catania nell'aprile 2025.

La sentenza di secondo grado aveva stabilito l'impossibilità per Sgroi e Batturi di candidarsi alle prossime elezioni amministrative del comune siciliano. Il verdetto della Cassazione rende quindi definitiva questa preclusione.

Motivazioni dello scioglimento del Comune

L'incandidabilità dei due ex amministratori è legata allo scioglimento del consiglio comunale di Randazzo per infiltrazioni mafiose, avvenuto il 26 gennaio 2024. Le indagini, coordinate dalla DDA di Catania e condotte dai Carabinieri, hanno fatto luce sui legami con il clan Sangani, nell'ambito dell'operazione «Terra Bruciata».

La Corte d'appello di Catania aveva riformato una precedente decisione del Tribunale, che aveva inizialmente ritenuto Sgroi candidabile, nonostante non fosse coinvolto in procedimenti penali diretti. Il ricorso del Viminale ha portato a una nuova valutazione.

Infiltrazioni e condizionamenti alla base della decisione

Secondo la Cassazione, le condotte dell'ex sindaco avrebbero compromesso la legalità e l'imparzialità dell'amministrazione comunale, minando il rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni. Questi fattori, unitamente alle infiltrazioni e ai condizionamenti riconducibili alla condotta degli amministratori, sono stati considerati causa dello scioglimento del consiglio comunale.

La Suprema Corte ha sottolineato che l'applicazione della misura interdittiva elettorale non richiede la prova di reati specifici come l'associazione mafiosa. È sufficiente accertare la colpa dell'amministratore nella gestione della cosa pubblica, specialmente se questa è risultata aperta a ingerenze e pressioni da parte di organizzazioni criminali attive sul territorio.

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