A Gibellina nasce I-be-DNA, un innovativo gioco da tavolo creato dagli studenti per narrare la storia della città. L'iniziativa celebra il titolo di capitale dell'arte contemporanea.
Un gioco per riscoprire Gibellina
La figura centrale del gioco si chiama Ibbidina. Questo nome deriva dall'antico termine dialettale siciliano un tempo usato dagli anziani per riferirsi a Gibellina. Attorno a questa figura, rappresentata digitalmente come una donna, è stata costruita l'idea di "I-be-DNA".
Si tratta del primo gioco da tavolo interamente dedicato alla storia di questa città siciliana. L'iniziativa è particolarmente significativa poiché Gibellina quest'anno detiene il prestigioso titolo di capitale dell'arte contemporanea.
L'idea originale è venuta agli studenti della scuola media "Salomone-Marino" di Borgetto. Il gioco stimola la conoscenza della storia locale attraverso meccaniche coinvolgenti.
Come si gioca a I-be-DNA
Il gameplay di "I-be-DNA" prevede il lancio di dadi per avanzare sul tabellone. I giocatori dovranno rispondere a domande sulla storia di Gibellina. Queste domande sono presentate su schede colorate, ciascuna dedicata a un aspetto specifico della città.
Per ogni risposta corretta, i partecipanti ottengono pezzi di un Cretto in miniatura. L'obiettivo finale è quello di completare la riproduzione di quest'opera iconica.
Questo permette di ricomporre simbolicamente il Cretto di Alberto Burri, un'installazione artistica fondamentale per la città. Il gioco unisce divertimento e apprendimento storico-culturale.
Presentazione e performance
L'iniziativa è stata ufficialmente presentata durante il primo evento di restituzione dei lavori realizzati dalle scuole siciliane. Queste scuole avevano aderito a un bando promosso dall'Assessorato regionale all'istruzione.
All'evento era presente anche l'assessore Mimmo Turano, che ha sottolineato l'importanza di tali progetti per la valorizzazione del patrimonio culturale locale.
La giornata di attività si è conclusa con una suggestiva performance cittadina intitolata "Battiti al Cretto". Questa performance è nata da un'idea di Federika Ponnetti.
"Battiti al Cretto": un'esperienza sensoriale
La performance si è svolta sui resti del Cretto di Alberto Burri. Sono state allestite 16 postazioni speciali per l'ascolto del battito cardiaco. Queste postazioni utilizzavano stetoscopi modificati e casse acustiche.
Bambini e adulti hanno avuto l'opportunità di ascoltare i propri battiti cardiaci. Un'esperienza intima e riflessiva in un luogo carico di significato storico e artistico.
Federika Ponnetti ha spiegato il valore di questa iniziativa: «In un'epoca in cui ci nascondiamo dietro a schermi, identità digitali e filtri, ascoltare i propri battiti è un modo per imparare ad ascoltarsi e avere a cuore le emozioni proprie e quelle degli altri».
La performance invita a riconnettersi con la propria interiorità e con gli altri. Un messaggio potente veicolato attraverso l'arte e la tecnologia.