Nelle aree più svantaggiate di Torino, quasi 18.000 minori affrontano un tasso di abbandono scolastico doppio rispetto al resto della città. La povertà relativa colpisce il 37,6% delle famiglie, mentre un giovane su quattro non studia né lavora.
Disparità educative nelle zone svantaggiate
Quasi 18.000 minori, pari al 15% del totale cittadino, risiedono in zone di Torino caratterizzate da disagio socioeconomico.
In queste aree, la povertà relativa tocca il 37,6% delle famiglie residenti.
L'abbandono scolastico o la bocciatura interessano il 13,6% degli studenti delle scuole secondarie.
Questo dato supera di 5,5 punti la media dell'8,2% registrata nell'intero Comune.
Il 20,9% degli alunni all'ultimo anno delle medie è a rischio dispersione implicita.
Tale percentuale è più del doppio della media comunale.
Giovani senza studio né lavoro
La situazione dei giovani tra i 15 e i 29 anni è altrettanto preoccupante.
Più di un giovane su quattro, precisamente il 28,6%, non è impegnato in attività di studio o lavoro.
Questo dato si confronta con il 19,3% della media cittadina.
Le aree vulnerabili mostrano una maggiore incidenza di giovani inattivi.
La ricerca evidenzia un divario significativo rispetto al resto della città.
Mense scolastiche e accesso al cibo
Per quanto riguarda le mense scolastiche, le aree vulnerabili di Torino registrano un dato positivo.
L'89,8% degli alunni della scuola primaria beneficia del servizio mensa.
Questo dato è leggermente superiore all'87,7% della media cittadina.
Tuttavia, questo dato non compensa le altre criticità educative.
L'accesso al cibo nelle scuole rimane un punto di forza relativo.
Appello per interventi mirati
Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children, ha sottolineato la gravità della situazione.
«142.000 bambine, bambini e adolescenti in Italia vivono nelle periferie fragili delle grandi città», ha affermato.
Questi giovani affrontano «gravi disuguaglianze socioeconomiche e territoriali».
Save the Children ha dedicato la Biennale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza al tema delle periferie.
L'evento si è svolto il 21 maggio a Roma.
«Un Paese in cui il destino di una bambina o di un bambino dipende dal quartiere in cui nasce è un Paese che non investe sul proprio futuro», ha concluso la direttrice.
È necessario ridefinire le priorità politiche partendo da questi luoghi.
Interventi mirati sono urgenti per contrastare le disuguaglianze.
La ricerca 'I luoghi che contano' ha messo in luce queste problematiche.
I dati sono stati pubblicati da Save the Children.