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La Valle d'Aosta si prepara a gestire le concessioni idroelettriche con una nuova legge regionale. L'obiettivo è valorizzare le peculiarità del territorio e garantire un controllo strategico della risorsa. Si discute sull'opportunità delle gare e sul futuro della CVA.

Nuova legge regionale per le concessioni idroelettriche

Il Presidente dell'Assemblea, Stefano Aggravi, ha sottolineato l'importanza di creare una legge regionale. Questa dovrà essere solida e tecnicamente precisa. Dovrà rispettare il diritto europeo e italiano. L'obiettivo è valorizzare le specificità della Valle d'Aosta. Si punta a un modello di gestione seria e competente della risorsa idroelettrica.

Alberto Zucchi di Fratelli d'Italia ha evidenziato la continuità degli impegni governativi. Ha affermato che il Governo Meloni ha seguito l'iter con attenzione. Si è cercata una soluzione equilibrata e sostenibile per la regione.

Discussione sulle modalità di assegnazione

Simone Perron della Lega Vda ha richiesto approfondimenti. Sono necessari studi tecnico-giuridici ed economici sulle diverse modalità di assegnazione. Ha espresso preoccupazione per le gare, giudicandole deleterie. È contrario anche alla trasformazione di CVA in una società in house. Tale scelta potrebbe portare a procedure di infrazione europee. Limiterebbe l'operatività della società al solo territorio regionale. Si rinuncerebbe a oltre il 90% del fatturato esterno, con un danno erariale significativo.

Jean-Pierre Guichardaz del Pd-Fp ha definito la norma importante e attesa. Ha sottolineato che riguarda un tema strategico per la Valle d'Aosta. Ha invitato a un approccio serio ed equilibrato. Bisogna evitare di strumentalizzare politicamente la norma. Ha ricordato che il Consiglio regionale aveva già espresso parere favorevole a uno schema simile nel gennaio 2025. Ha ribadito che la norma discende dallo Statuto speciale e appartiene alla comunità.

Pierluigi Marquis di Forza Italia ha rivendicato l'impegno del suo partito. Ha affermato che il partito ha lavorato per ottenere le condizioni necessarie all'approvazione. Ha sottolineato che lo schema recepisce le regole giuridiche attuali. Ha espresso orgoglio per il risultato raggiunto.

Valutazioni sull'autonomismo e il futuro di CVA

Chiara Minelli di Avs ha evidenziato i sette anni trascorsi per arrivare a questa norma. Ha notato che l'impianto è simile a quello del 2019. Tuttavia, sono stati introdotti elementi peggiorativi. Ha criticato la scarsa valenza autonomista della norma. Avrebbe preferito una maggiore potestà alla Regione autonoma. Ha comunque apprezzato la possibilità di riassegnare le concessioni a CVA senza gara. Ha ribadito la necessità di evitare le gare, considerate un rischio troppo elevato per CVA.

Corrado Jordan dell'Uv ha chiesto che le decisioni sulle concessioni garantiscano un reale potere di indirizzo alla Regione. Ha criticato le scelte calate dall'alto. Ha evidenziato che le concessioni non sono solo una questione amministrativa. Sono una scelta strategica di politica industriale ed energetica. Ha sottolineato la criticità delle gare dovuta all'asimmetria del mercato.

Marco Carrel degli Autonomisti di centro ha definito la norma un risultato collettivo. Non è frutto di un singolo governo o commissione. Ha auspicato tempi celeri per l'approvazione da parte di Roma. Ha informato che gli uffici regionali stanno già lavorando alla predisposizione della norma. La maggioranza avrà il testo e si è detto disponibile al confronto. Ha menzionato i tempi di dodici mesi e l'anno 2029 come scadenze rilevanti.