L'assessora regionale Claudia Pecoraro ha affrontato il tema della contaminazione delle falde acquifere in Campania, fornendo rassicurazioni sulla sicurezza idrica nonostante i potenziali rischi emersi dai monitoraggi. L'ente si impegna a passare dall'analisi all'azione concreta.
Passare dal monitoraggio all'azione concreta
Il concetto di 'One Health' rappresenta un impegno fondamentale per le istituzioni. Questo approccio implica un passaggio concreto. Si tratta di muoversi dal semplice monitoraggio alla realizzazione di azioni efficaci. Lo ha sottolineato l'assessora all'Ambiente della Regione Campania, Claudia Pecoraro. Le sue dichiarazioni sono giunte a margine della presentazione del 'Green Med Expo & Symposium'.
Trasparenza sui dati di contaminazione
L'assessora Pecoraro ha voluto fare chiarezza sui dati relativi al rischio di contaminazione delle falde acquifere. Ha evidenziato la trasparenza dell'ente regionale. I primi risultati di un monitoraggio avviato nel 2019 indicano un potenziale rischio. Questi dati sono stati prontamente diffusi dalla Regione Campania. Non sono stati assolutamente nascosti o trascurati.
Claudia Pecoraro ha affermato: «I primi risultati di questo monitoraggio, nato da un'iniziativa del 2019, ci danno l'elemento di un potenziale rischio di contaminazione ambientale. Sono dati che come Regione Campania non abbiamo avuto alcuna difficoltà a diffondere, non li abbiamo certo tenuti chiusi in un cassetto».
Sicurezza sanitaria e indici di allarme
Sul fronte della sicurezza sanitaria, l'assessora ha fornito rassicurazioni. L'indice utilizzato per i campionamenti sui solventi si attesta tra uno a uno e uno a cinque. Questo valore è significativamente inferiore all'indice di allarme per la salute umana. Tale indice, nel dato aggregato, raggiunge il valore di 10. I punti di prelievo analizzati sono tutti pozzi di monitoraggio. Questi attingono a risorse idriche non destinate al consumo umano.
I pozzi che intercettavano falde potenzialmente utilizzabili per l'agricoltura o per scopi zootecnici erano già sotto osservazione. Di conseguenza, non venivano impiegati per altri usi. L'ente si dichiara quindi tranquillo riguardo alla situazione attuale. La gestione dei dati e delle risorse idriche segue protocolli rigorosi.
Estendere la sfida oltre la Terra dei Fuochi
La sfida ambientale in Campania, secondo Pecoraro, deve estendersi oltre i confini della Terra dei Fuochi. La contaminazione non si limita ai 90 comuni mappati dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo. Altre aree sono colpite da sversamenti illeciti. Si pensi al Salernitano e all'Avellinese. Anche attività industriali hanno avuto un impatto sul territorio. Un esempio è la falda tra Solofra e Montoro.
È fondamentale comprendere l'effettivo impatto ambientale sulla salute umana. Questo permetterà di definire screening mirati. L'assessora ha concluso: «Abbiamo il dovere di capire in che termini quel dato ambientale incida realmente sulla salute umana per settare gli screening».