In Umbria, le donne rappresentano solo il 10% della forza lavoro nel settore edile. I dati Inail rivelano 53 incidenti tra il 2020 e il 2024, evidenziando la necessità di maggiore tutela e inclusione.
Donne nell'edilizia umbra: una presenza minoritaria
La partecipazione femminile nel settore edile umbro risulta significativamente bassa. Le donne impiegate nei cantieri costituiscono appena un decimo del totale delle maestranze attive. Questo dato è emerso durante un recente convegno tenutosi a Perugia. L'evento, intitolato «Donne sicure in cantiere», è stato organizzato dall'Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail).
A livello nazionale, l'Inail ha registrato 720 infortuni nel 2024. In Umbria, nello stesso anno, si sono verificati 17 incidenti. Di questi, 6 sono avvenuti durante gli spostamenti casa-lavoro (in itinere). Analizzando i settori specifici, 6 infortuni hanno interessato la costruzione di edifici. Altri 2 casi riguardano l'ingegneria civile. Infine, 9 incidenti sono stati classificati come lavori di costruzione specializzati.
Infortuni sul lavoro: i dati sulle donne nel settore
Considerando il periodo compreso tra il 2020 e il 2024, il numero complessivo di infortuni che hanno coinvolto lavoratrici nel comparto delle costruzioni in Umbria ammonta a 53. Questi numeri sottolineano una realtà lavorativa dove la presenza femminile è esigua e potenzialmente più esposta a rischi, o dove le condizioni di lavoro potrebbero non essere pienamente adatte.
Il convegno, svoltosi presso la sede di Palazzo Donini, ha anche ospitato la presentazione dei lavori vincitori del concorso fotografico «Scatto Donne sicure in cantiere». Questa iniziativa mira a sensibilizzare sull'importanza della sicurezza e della presenza femminile nei luoghi di lavoro.
Promuovere la sicurezza e l'inclusione femminile
Durante l'incontro è stato illustrato il progetto Agnese (Apporto del genere femminile nella sicurezza in edilizia). Questo percorso formativo è rivolto agli studenti dei corsi di laurea magistrale in Ingegneria civile e Edile-Architettura presso l'Università degli Studi di Perugia. L'obiettivo è integrare la prospettiva di genere nella progettazione della sicurezza.
L'assessora regionale Simona Meloni ha preso la parola, evidenziando l'attenzione delle istituzioni su questo tema. Ha sottolineato la necessità di «creare condizioni che tutelino la donna». Ha aggiunto che molte professioniste potrebbero rinunciare a questo settore «perché non trova piena tutela della persona». L'impegno è dunque quello di rendere l'edilizia un ambiente più accogliente e sicuro per tutte.
Domande e Risposte
Perché le donne sono poche nell'edilizia?
Le ragioni della scarsa presenza femminile nell'edilizia sono molteplici. Includono stereotipi di genere radicati, un ambiente di lavoro tradizionalmente maschile, percezione di scarsa sicurezza e tutela, e la mancanza di servizi di supporto alla genitorialità. Inoltre, la fatica fisica richiesta da alcune mansioni può rappresentare un deterrente.
Quali sono le iniziative per aumentare la presenza femminile nell'edilizia?
Le iniziative mirano a promuovere la cultura della sicurezza, a creare ambienti di lavoro più inclusivi, a sviluppare percorsi formativi specifici come il progetto Agnese, e a sensibilizzare le aziende sull'importanza della diversità di genere. Sono inoltre importanti politiche di conciliazione vita-lavoro e la valorizzazione delle competenze femminili nel settore.