Il consigliere regionale Giambartolomei ha sollevato interrogativi sull'accorpamento di quattro aree cliniche sanitarie in un unico dipartimento in Umbria. La Presidente Proietti ha risposto che la proposta rientra in un piano di riorganizzazione basato su normative nazionali e internazionali.
Proposta di riorganizzazione sanitaria in Umbria
L'Assemblea legislativa umbra è stata teatro di un acceso dibattito. Il consigliere Matteo Giambartolomei, esponente di FdI, ha presentato una richiesta di chiarimenti. La sua attenzione si è focalizzata sulla proposta di unire quattro settori clinici distinti. Questi includono l'assistenza ai minori, le dipendenze, i disturbi della nutrizione e la salute mentale per adulti. La richiesta è stata rivolta direttamente alla Presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti.
Giambartolomei ha posto quesiti specifici. Ha chiesto quali siano le basi scientifiche e organizzative per tale integrazione. Ha inoltre domandato se la Regione abbia condotto un'istruttoria completa. Infine, ha voluto sapere come verranno gestite le risorse, sia economiche che professionali, in caso di accorpamento.
Risposta della Presidente Proietti
La Presidente Proietti ha assicurato che la questione sarà ampiamente discussa nelle commissioni competenti. Ha specificato che l'argomento rientra nel piano sanitario regionale. Ha definito la proposta come parte di un percorso partecipativo. Questo processo mira alla pianificazione e coinvolge professionisti del settore. Partecipano anche rappresentanti dell'Università e della sanità regionale.
Proietti ha sottolineato che la proposta si basa su evidenze epidemiologiche. Fa riferimento anche a normative nazionali e internazionali. Alcune di queste sono vincolanti. Il processo di consultazione tecnica è ancora in corso di valutazione. L'obiettivo è una riorganizzazione dipartimentale. Questa è in linea con il mandato normativo nazionale.
Ha citato il decreto del Ministro della Salute numero 77 del 2022. Questo decreto attua la missione 6 del Pnrr. Ridisegna l'architettura dell'assistenza sanitaria territoriale. Un successivo decreto del gennaio 2023 ha stabilito standard nazionali. Questi riguardano salute mentale, dipendenze, neuropsichiatria infantile e adolescenziale, e salute in carcere. Promuove la multiprofessionalità delle equipe e l'integrazione dei servizi.
Piano d'azione e approccio integrato
Il Piano di azione regionale per la salute mentale è in fase di elaborazione. Proietti ha evidenziato la sua coerenza con il Piano di azione nazionale. Quest'ultimo copre il periodo 2025-2030. È in linea anche con i documenti strategici dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. La Regione punta a essere un progetto pilota nell'integrazione normativa.
Il quadro normativo attuale non solo permette, ma in alcuni casi impone questa riorganizzazione sistemica. Il modello organizzativo discusso si fonda su principi scientifici avanzati. Adotta un approccio bio-psico-socio-culturale. Integra anche il concetto di One Health e One Mental Health. Questo considera la salute mentale parte integrante della salute globale. Include quella individuale, comunitaria e dell'ecosistema sociale.
Questa impostazione è giustificata da dati empirici. Si osserva un aumento delle comorbilità trasversali negli utenti dei servizi di salute mentale. La rigida separazione dei servizi porta a percorsi di cura frammentati. Questo riduce l'efficacia terapeutica complessiva. La proposta di integrazione mira quindi a gestire meglio la complessità dei casi. L'integrazione dipartimentale non significa omologazione dei servizi. Non comporta la cancellazione delle specificità cliniche e organizzative.
Le persone hanno chiesto anche:
Cosa prevede il PNRR per la sanità territoriale? Il PNRR, attraverso la missione 6, mira a rafforzare l'assistenza sanitaria territoriale. Questo include la riorganizzazione delle strutture e l'integrazione dei servizi per migliorare la presa in carico dei pazienti.
Quali sono i principi dell'approccio One Health? L'approccio One Health riconosce l'interconnessione tra la salute umana, la salute animale e l'ambiente. Promuove la collaborazione tra diverse discipline per affrontare le sfide sanitarie globali.