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La Procura di Genova ha richiesto sette misure cautelari, inclusi due arresti in carcere, nell'ambito di un'indagine su appalti sospetti legati alla Questura. Le accuse includono associazione a delinquere e corruzione.

Indagine su appalti sospetti alla Questura

La Procura di Genova ha avanzato sette richieste di misure cautelari. Queste riguardano pubblici ufficiali e imprenditori. L'indagine si concentra su appalti legati alla Questura. I sospetti riguardano presunti favori e regali.

Due delle misure richieste prevedono la custodia in carcere. Le altre cinque comportano gli arresti domiciliari. I sette indagati erano già stati sottoposti a perquisizione nell'ottobre del 2024. Le accuse mosse sono molteplici.

Tra i reati contestati figurano associazione a delinquere, falso e corruzione. Vi sono anche accuse di truffa ai danni dello Stato. In un caso specifico, si ipotizza anche il peculato. La Procura sta approfondendo ogni aspetto della vicenda.

Coinvolti dirigenti e imprenditori

La Pubblico Ministero Patrizia Petruzziello ha richiesto il carcere per due figure chiave. Si tratta dell'ex dirigente della Questura di Genova, Fernando Colangelo. Successivamente, Colangelo ha ricoperto un ruolo in Prefettura. Richiesto il carcere anche per il sovrintendente Mario Arado.

Per quanto riguarda gli imprenditori, la richiesta è di arresti domiciliari. Sono coinvolti Caterina Ghio, Marco Deriu, Andrea Badalacco, Giovanni Carbonaro e Paolo Bocconi. Questi imprenditori sono sospettati di aver beneficiato degli appalti.

Le indagini sono uno stralcio di un'inchiesta più ampia. Quest'ultima riguarda numerosi appalti e vede indagate circa venti persone. Tra queste, figura anche l'ex provveditore alle opere pubbliche Roberto Ferrazza.

Origine dell'inchiesta e metodi investigativi

L'inchiesta ha preso avvio da un esposto. A presentarlo è stato il nuovo provveditore alle opere pubbliche. Egli aveva notato una serie di appalti apparentemente frammentati. Questa divisione sembrava mirata a evitare la soglia dei 40mila euro.

Superare tale soglia avrebbe imposto l'indizione di una gara pubblica. Le indagini tecniche hanno seguito l'esposto. Le intercettazioni telefoniche hanno poi rivelato dettagli cruciali. La Guardia di Finanza ha scoperto un presunto sistema di favori.

Questo sistema includeva la consegna di regali. Tra questi, cene e vini pregiati. Sono emersi anche sospetti di prezzi gonfiati. Questi riguardano lavori per la Questura di Genova, alcune caserme e la gestione di uno stabilimento balneare della polizia.

Richiesta di misure e interrogatori

La richiesta di misure cautelari è stata firmata nel settembre del 2025. La PM Patrizia Petruzziello ha sottolineato il rischio di inquinamento probatorio. Questo rischio giustificherebbe l'applicazione delle misure senza un interrogatorio preventivo. Vi è anche il timore di reiterazione del reato.

Tuttavia, il Giudice per le Indagini Preliminari Elisa Campagna ha preso una decisione diversa. Ha fissato gli interrogatori preventivi per i sette indagati. Questi si terranno nella giornata di giovedì 21 maggio. La data è stata stabilita per permettere agli indagati di fornire la propria versione dei fatti.

L'inchiesta mira a fare piena luce sulle procedure di assegnazione degli appalti. Si vuole accertare la correttezza degli atti amministrativi. L'obiettivo è garantire la trasparenza negli incarichi pubblici. La giustizia farà il suo corso.