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Il Museo di Capodimonte a Napoli diventa un modello di sostenibilità energetica, raggiungendo il 90% di autosufficienza grazie a pannelli fotovoltaici e illuminazione LED. Il progetto integra arte contemporanea e riqualificazione architettonica.

Museo di Capodimonte: un faro di sostenibilità

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli ha intrapreso un percorso di trasformazione radicale. L'obiettivo era diventare un punto di riferimento per i musei sostenibili in Italia. Questo ambizioso progetto ha visto la luce grazie alla collaborazione con ENGIE, un'azienda leader nel settore energetico.

L'iniziativa rientra nel primo Partenariato Pubblico-Privato promosso dal Ministero della Cultura. Il suo scopo è la riqualificazione di un museo autonomo. Il modello innovativo si basa sullo strumento del project financing. L'investimento totale ammonta a 45,7 milioni di euro. Di questi, 22,2 milioni provengono da fondi pubblici e 23,5 milioni da capitali privati.

Autosufficienza energetica e risparmio record

Grazie all'installazione di un avanzato sistema fotovoltaico sui tetti e all'adozione di un'illuminotecnica LED a bassissimo consumo, Capodimonte ha compiuto un salto di qualità. Il direttore Eike Schmidt ha sottolineato come il museo sia passato da una posizione marginale a un ruolo di guida nell'efficienza energetica. Questo lo rende un modello sia a livello nazionale che europeo.

I lavori sono stati eseguiti mantenendo il museo sempre aperto. I capolavori sono rimasti accessibili al pubblico durante tutto il periodo degli interventi. Le coperture della Reggia ospitano ora un impianto fotovoltaico. Questo è stato progettato per integrarsi perfettamente con l'architettura e risulta completamente invisibile. L'impianto è stato autorizzato come progetto pilota dalla Soprintendenza.

L'installazione comprende circa 4.500 pannelli. Ogni anno, questi pannelli producono approssimativamente 800 MWh di energia pulita. Questo quantitativo permette al museo di coprire circa il 90% del proprio fabbisogno energetico. Si stima un risparmio economico del 50%. La riduzione delle emissioni di CO₂ è equivalente a quella assorbita da 20.000 alberi.

Nuovi spazi, arte e tutela del patrimonio

Le superfici climatizzate sono aumentate significativamente. Si è passati da 8.000 mq a 14.500 mq, con un incremento del 77%. Sono stati implementati nuovi sistemi di monitoraggio ambientale. Questi sono fondamentali per la conservazione delle preziose opere d'arte. Una sofisticata regia luminosa impiega oltre 7.000 punti luce LED. L'illuminazione è stata studiata per rispettare scrupolosamente le esigenze conservative dei beni culturali.

Nella sala Accoglienza, che sarà operativa entro l'estate, è stata svelata un'opera immersiva. L'installazione si intitola «Conosci il paese dove crescono i limoni?» ed è firmata da Mimmo Paladino. Sulla Terrazza Belvedere è stata presentata «Espansione Orizzontale Capodimonte». Quest'ultima è un'opera dell'artista Christiane Lör. Le visite guidate sono iniziate il 22 maggio.

Un modello di collaborazione e visione futura

L'Assessore regionale alla Cultura, Onofrio Cutaia, ha espresso grande interesse per l'intervento. Ha lodato sia le soluzioni di efficientamento energetico per la conservazione del patrimonio culturale. Ha anche apprezzato il modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato. La vicesindaca di Napoli, Laura Lieto, urbanista, ha dichiarato che «c'è un prima e un dopo questo progetto Capodimonte». Ha aggiunto che questo intervento «non può che essere l'inizio della politica energetica pubblica».

Monica Iacono, CEO di ENGIE Italia, ha evidenziato l'importanza di supportare le pubbliche amministrazioni. Questo avviene in un contesto energetico sempre più complesso. L'obiettivo è realizzare interventi che creino valore duraturo, non solo soluzioni immediate. Il progetto architettonico porta la firma dello studio Corvino+Multari.