La UIL Basilicata propone di trasformare la regione in un laboratorio nazionale per la sperimentazione sanitaria. L'obiettivo è creare un sistema sanitario innovativo, moderno e accessibile, soprattutto nelle aree interne.
Sanità territoriale: una priorità per la UIL
La UIL Basilicata ha concluso un'ampia ricognizione sul territorio. L'indagine ha coinvolto cittadini, amministratori e operatori del settore sanitario. È emersa con forza la necessità di ripensare il sistema sanitario regionale. La proposta mira a costruire un modello innovativo e moderno. Deve essere soprattutto vicino alle esigenze dei cittadini.
Il segretario generale della UIL lucana, Vincenzo Tortorelli, ha sottolineato questo punto. La Basilicata dovrebbe diventare un vero e proprio laboratorio nazionale. Qui si potrebbero sperimentare nuove soluzioni sanitarie. Queste dovrebbero ispirarsi ai modelli più avanzati. Devono però essere adattate alla realtà specifica delle aree interne e dei piccoli comuni lucani.
Un confronto aperto per una sanità più efficace
Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale avviare un confronto. Questo deve essere ampio e inclusivo. Coinvolgerà sindaci, organizzazioni sindacali e operatori sanitari. Saranno coinvolte anche università, terzo settore e cittadini. La UIL chiede al Presidente della Regione, Vito Bardi, di adottare un nuovo approccio. Non si tratta più di rincorrere le emergenze.
È necessario affrontare le priorità strutturali della sanità lucana. Tra queste figurano le lunghe liste d'attesa. Vi è anche la necessità di garantire l'appropriatezza delle prestazioni. La presa in carico dei pazienti cronici è un altro punto cruciale. L'integrazione tra servizi sociali e sanitari è fondamentale. Il rafforzamento della medicina territoriale è indispensabile.
Non si possono ignorare il disavanzo sanitario e l'aumento della spesa farmaceutica. Questi problemi non possono essere risolti solo con tagli o logiche contabili. Serve una visione strategica complessiva. Questa deve ripensare l'intero modello organizzativo del sistema sanitario regionale. La UIL Basilicata ha già presentato una proposta concreta. Si chiama 'Curarsi in Basilicata'.
La proposta 'Curarsi in Basilicata'
La piattaforma 'Curarsi in Basilicata' è pensata per rafforzare il diritto alla salute. Mira a ridurre la mobilità sanitaria passiva. L'obiettivo è costruire un sistema più aderente ai bisogni reali delle persone. La proposta si concentra su diversi pilastri. Questi includono la sanità territoriale e l'innovazione tecnologica.
Fondamentale è l'integrazione tra ospedale e territorio. La medicina di prossimità deve essere valorizzata. Anche il personale sanitario merita maggiore attenzione. Il rafforzamento dell'assistenza domiciliare è un altro punto chiave. La vera sfida è cambiare paradigma. Non devono essere i cittadini, soprattutto anziani e fragili, a doversi spostare.
Le persone che vivono nelle aree interne non dovrebbero essere penalizzate. Bisogna costruire una rete territoriale intelligente. Questa rete si baserà su hub di coordinamento. Ci saranno presidi diffusi di prossimità. L'assistenza domiciliare sarà potenziata. Figure come l'infermiere di comunità e il medico di comunità avranno un ruolo centrale.
Un futuro di cure più vicine ai cittadini
La sanità del futuro, secondo la UIL Basilicata, dovrà portare la cura direttamente alle persone. Non dovrà più costringere i cittadini a inseguire la cura. Le riforme devono essere percepite come soluzioni concrete. Non devono rappresentare un ulteriore ostacolo o fonte di disorientamento.
Anche il riequilibrio economico deve essere inserito in una strategia di innovazione. L'appropriatezza dei servizi è cruciale. Ridurre gli sprechi e la mobilità passiva è necessario. Una gestione più oculata della spesa farmaceutica è importante. Investire sulla prevenzione e sulla sanità territoriale è fondamentale. La Basilicata ha bisogno di un sistema sanitario che rassicuri. Deve accompagnare i cittadini e migliorare la qualità della vita. Questo vale soprattutto per chi vive nelle aree interne.