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Milano ricorda Sultana Razon, scomparsa a 94 anni. Pediatra, sopravvissuta alla Shoah e vedova del celebre Umberto Veronesi, ha lasciato un'eredità di coraggio e memoria.

Addio a Sultana Razon, un simbolo di resilienza

La città di Milano è in lutto per la scomparsa di Sultana Razon. La donna è venuta a mancare all'età di 94 anni. Era la vedova del noto oncologo Umberto Veronesi. La sua vita è stata segnata da eventi drammatici ma anche da una straordinaria forza d'animo.

Il sindaco Giuseppe Sala ha espresso profondo cordoglio. Ha definito Sultana Razon un vero esempio. La sua tenacia, il suo altruismo e il suo impegno per la memoria sono stati sottolineati dal primo cittadino. «La sua testimonianza resterà con noi», ha dichiarato Sala. Ha inoltre espresso vicinanza alla famiglia in questo momento di dolore.

Una vita dedicata alla cura e alla memoria

Sultana (Susy) Razon Veronesi è nata a Milano nel 1932. La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dalla Fondazione Veronesi. Ha dedicato la sua esistenza alla professione di medico pediatra. Per ben quarant'anni ha lavorato negli ospedali Fatebenefratelli e San Carlo. La sua carriera è stata un faro di speranza per molti bambini e famiglie.

Dalla sua unione con Umberto Veronesi sono nati sei figli. La loro è stata una famiglia unita, segnata da un profondo amore reciproco. La figura di Sultana è indissolubilmente legata a quella del marito, ma anche alla sua storia personale.

Le leggi razziali e la deportazione

Le origini di Sultana Razon affondano in una storia di migrazione e persecuzione. I suoi genitori erano ebrei sefarditi provenienti dalla Turchia. Si trasferirono in Italia nel 1930. La giovane Sultana visse in prima persona gli orrori delle leggi razziali. Subì la deportazione insieme ai suoi familiari durante la Seconda Guerra Mondiale.

Fu internata nel terribile campo di concentramento di Bergen Belsen. Questo è lo stesso luogo dove trovò la morte Anna Frank. Miracolosamente, Sultana riuscì a sopravvivere e a tornare in Italia. Qui riprese gli studi con determinazione.

L'incontro con Umberto Veronesi e l'Ambrogino d'Oro

Il destino la portò a incontrare Umberto Veronesi in un periodo particolarmente difficile. Mentre Sultana studiava medicina, sua madre si ammalò di tumore. Fu in quell'occasione che conobbe il giovane e promettente medico Veronesi. La loro relazione professionale si trasformò presto in amore.

Nel 1958, Sultana si laureò in medicina. Successivamente, si specializzò in Pediatria, seguendo la sua vocazione. Nel 2019, il Comune di Milano le conferì l'Ambrogino d'Oro. Questa è la massima onorificenza cittadina. Fu un riconoscimento per il suo impegno come pediatra e per il suo prezioso ruolo di testimone della Shoah. Ha raccontato la sua esperienza nelle scuole, rivolgendosi ai giovani.