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Un complesso intervento chirurgico a Mirano ha permesso di salvare una madre e il suo neonato da una massa tumorale di grandi dimensioni. L'operazione ha richiesto grande perizia medica.

Salvataggio eccezionale all'ospedale di Mirano

Un parto cesareo ha trasformato un momento di gioia in un'emergenza medica. Appena nato, il piccolo di tre chili ha iniziato a piangere. Subito dopo, i medici hanno dovuto affrontare un'altra sfida critica. Hanno operato la madre per rimuovere una massa addominale di notevoli dimensioni.

La neoformazione, estesa per trenta centimetri di diametro, ha iniziato a sanguinare in modo preoccupante. Questa complicazione ha reso l'intervento ancora più delicato. Il primario di Ostetricia, Jacopo Wabersich, ha definito la massa la più grande mai vista in quarant'anni di carriera.

L'operazione congiunta ha richiesto un'ora e mezza. Sia la madre che il neonato sono stati salvati. Entrambi stanno ora bene, superando la difficile prova.

Una gravidanza complicata da una massa in crescita

La protagonista di questa storia è una donna di 36 anni residente nel Miranese. Aveva già un figlio e durante la seconda gravidanza aveva notato un rapido e insolito aumento del girovita. Questo sintomo le causava un certo disagio.

Esami come la risonanza magnetica e l'ecografia addominale hanno rivelato la presenza di una massa di 30 per 20 centimetri. I medici hanno monitorato attentamente la sua crescita durante i mesi di gestazione.

Il dottor Wabersich ha spiegato che inizialmente si era deciso di non rimuovere la massa in urgenza. La strategia prevedeva di intervenire solo durante il cesareo programmato. L'obiettivo era far nascere il bambino di circa tre chili, gestendo contemporaneamente la massa che comprimeva organi vitali come fegato, cava e aorta.

Nonostante i controlli con risonanze magnetiche, la natura esatta della massa rimaneva incerta prima dell'apertura chirurgica.

L'intervento d'urgenza dopo la nascita del bambino

L'intenzione iniziale era di eseguire il cesareo, far nascere il bambino e poi chiudere l'utero. Tuttavia, la situazione è cambiata drasticamente. Poco dopo l'estrazione del neonato, che pesava tre chili ed emetteva i primi vagiti, la massa ha iniziato a sanguinare copiosamente.

Questo improvviso sanguinamento ha costretto i chirurghi a un intervento d'urgenza. La rimozione immediata della neoformazione era essenziale per fermare l'emorragia e salvare la vita della madre.

L'eccellenza medica dell'ospedale di Mirano

Il direttore generale dell'Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, ha sottolineato l'eccezionalità dell'operazione. Ha evidenziato la particolarità del caso, le tecniche raffinate utilizzate e l'esito positivo. Questo intervento dimostra la complessità delle sfide affrontate in un ospedale moderno.

Zuin ha lodato la capacità di intervento delle équipe specialistiche. Ha messo in risalto la loro prontezza nell'affrontare urgenze e complicanze improvvise. L'operazione è un esempio di alta professionalità medica e organizzativa.