Indagine della Guardia di Finanza di Forlì-Cesena ha svelato una frode fiscale e un traffico illecito di rifiuti metallici. Sei persone sono state raggiunte da misure cautelari e sono stati sequestrati beni per oltre 12,5 milioni di euro.
Scoperta frode fiscale e traffico illecito di metalli
La Guardia di Finanza di Forlì-Cesena ha portato a termine un'importante operazione. L'indagine, coordinata dalla Dda di Bologna, ha riguardato il settore del commercio di materiali metallici. Sono state emesse sei misure cautelari nei confronti di altrettante persone. Le accuse includono frode fiscale, traffico illecito di rifiuti, riciclaggio e uso di fatture false. L'operazione è stata denominata 'Scrap Country'.
L'attività investigativa ha visto il coinvolgimento di diverse unità della Guardia di Finanza. Hanno collaborato il Servizio centrale investigazione criminalità organizzata e reparti territoriali presenti nelle province di Napoli, Pesaro-Urbino e Milano. L'indagine è partita da una verifica fiscale. Questa ha riguardato un'impresa di medie dimensioni operante nel distretto dei rottami metallici di Gambettola, in provincia di Forlì-Cesena.
Rilevi fiscali e acquisti 'in nero' di materiale ferroso
La verifica fiscale ha portato alla luce irregolarità significative. Sono stati accertati rilievi di carattere fiscale per una somma complessiva di circa 22,5 milioni di euro. I vertici dell'impresa sono stati denunciati. È emerso che la società romagnola operava in modo illecito. Utilizzava contanti ricevuti da individui di origine campana. Questi fondi venivano impiegati per acquistare materiale ferroso, come rame, bronzo, ottone, acciaio e ferro, senza alcuna tracciabilità. L'acquisto avveniva quindi 'in nero'.
Il materiale ferroso acquistato illegalmente veniva poi trasportato. Questo avveniva tramite autotrasportatori compiacenti. Il primo trasferimento portava il materiale presso una società con sede a Pesaro. Qui la merce rimaneva per un breve periodo. Questo lasso di tempo serviva a simulare le operazioni di carico e a predisporre documentazione di origine fittizia. Successivamente, il materiale veniva ceduto a fonderie e impianti di recupero.
Fatture false per oltre 16 milioni e rientro del denaro
La società pesarese giocava un ruolo cruciale nel meccanismo fraudolento. Essa legittimava le vendite dei rottami metallici. Lo faceva attraverso l'emissione sistematica di fatture per operazioni inesistenti. Il valore totale di queste fatture è stato ricostruito in oltre 16 milioni di euro. La società marchigiana incassava i pagamenti relativi ai rottami ferrosi sui propri conti correnti bancari. Questo passaggio serviva a dare una parvenza di legalità alle transazioni.
Infine, il denaro transitato sui conti della società pesarese rientrava nella disponibilità del sodalizio criminale. Ciò avveniva tramite false operazioni commerciali di acquisto. Una parte di questi fondi veniva poi reinvestita. Il denaro veniva utilizzato per acquistare ulteriori rottami metallici, sempre attraverso canali non tracciati. Questo creava un circolo vizioso di illeciti. Le persone coinvolte nell'indagine sono risultate essere 13. Sono state inoltre coinvolte due società di capitali.
Sequestro di beni per oltre 12,5 milioni di euro
Nell'ambito dell'operazione 'Scrap Country', le autorità hanno eseguito un importante sequestro di beni. Il valore complessivo dei beni sequestrati supera i 12,5 milioni di euro. Questo provvedimento mira a colpire il patrimonio accumulato attraverso le attività illecite. Il sequestro rappresenta un duro colpo per l'organizzazione criminale smantellata. Le indagini proseguono per ricostruire l'intera filiera del traffico e individuare eventuali ulteriori complici.
Le misure cautelari emesse mirano a interrompere le attività del gruppo e a prevenire la reiterazione dei reati. La frode fiscale e il traffico illecito di rifiuti metallici rappresentano gravi minacce per l'economia legale e per l'ambiente. La Guardia di Finanza e la Dda di Bologna hanno dimostrato un impegno costante nel contrasto a queste forme di criminalità economica.
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