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Coldiretti Marche ha organizzato un presidio ad Ancona per chiedere maggiori controlli sulle importazioni di cibo, in particolare grano e olio. Si temono rischi per la salute e per il reddito degli agricoltori a causa di prodotti sottocosto.

Manifestazione per controlli su cibo importato

Numerosi cartelli hanno animato la mattinata sotto la Prefettura di Ancona. Gli slogan recitavano: "Fermiamo i trafficanti di grano", "No al grano al glifosate, sì alla salute dei cittadini", "L'olio italiano non si tocca" e "Ultima trasformazione, imbroglio, difendiamo il vero made in Italy".

La Coldiretti Marche ha promosso un presidio, con bandiere e striscioni. L'iniziativa si è svolta in contemporanea con altre città italiane. L'obiettivo era chiedere controlli più stringenti sul cibo importato.

Particolare attenzione è stata rivolta al grano e all'olio. Questi prodotti sono importati sottocosto. Rappresentano un rischio per la salute dei cittadini. Minacciano anche il reddito degli agricoltori locali.

Incontro con il Prefetto e richieste specifiche

Una delegazione della Coldiretti Marche ha incontrato il prefetto Maurizio Valiante. La delegazione era guidata dalla presidente Maria Letizia Gardoni. Hanno presentato un documento con le richieste.

La richiesta principale riguarda l'applicazione delle leggi vigenti. Si chiede di applicare la norma contro le pratiche sleali. Si sollecita anche l'effettiva applicazione della legge Caselli contro agromafie e agropirateria.

Due filiere sono in particolare emergenza. Si tratta dell'olio extravergine d'oliva e della filiera del grano duro. Queste sono le aree di maggiore preoccupazione.

Criticità sulla filiera del grano

La presidente Gardoni ha evidenziato una problematica specifica. Le Marche si preparano al nuovo raccolto e alla trebbiatura. Contemporaneamente, arrivano navi cariche di grano estero nei porti italiani.

Questo grano, soprattutto quello di origine canadese, viene trattato con glifosate. Questa molecola è vietata in Italia. Viene usata nell'ultima fase di lavorazione del grano. Rimane nel cibo, nella semola poi trasformata in pasta.

Le questioni sollevate riguardano la sicurezza alimentare. Si toccano anche temi di prezzo e redditività per i produttori locali.

Problemi con l'olio extravergine d'oliva

Un altro tema critico riguarda l'olio extravergine d'oliva. Si segnalano agropiraterie e adulterazioni chimiche e fisiche del prodotto. Molto prodotto viene etichettato come olio extravergine italiano.

Questo accade nonostante la produzione nazionale sia inferiore. Il prodotto estero viene trasformato in italiano. Ciò è possibile grazie all'articolo 60 del codice doganale. Questo articolo permette a un prodotto agroalimentare di diventare italiano.

Basta che subisca nel nostro Paese l'ultima trasformazione sostanziale. La Coldiretti chiede la modifica di questo articolo. L'obiettivo è impedire che olio importato venga etichettato come nazionale.