Il giornalista Stefano Tamburini ha ricevuto il Premio Pasolini per il suo libro "L'Italia dei favori". L'evento ha premiato anche altre opere giornalistiche d'inchiesta.
Premio Pasolini alla carriera giornalistica
Stefano Tamburini, giornalista di Piombino, si è aggiudicato il Premio letterario nazionale Pier Paolo Pasolini. Il riconoscimento è arrivato per la sezione letteraria, grazie al suo libro "L'Italia dei favori". La cerimonia si è svolta presso la Palazzina Liberty di Venafro.
Il secondo posto è stato assegnato a Luca Lucio, giornalista siciliano. La sua opera, "L'ultima spiaggia. Alkamar, la strage dimenticata", esplora cinquant'anni di misteri italiani. Al terzo posto si sono classificati Alessio Cordaro e Salvo Palazzolo. Hanno presentato il loro libro d'inchiesta "Se muoio sopravvivimi". Il volume ricostruisce la tragica storia di Lia Pipitone, madre di Cordaro.
Riflessioni sull'indifferenza e il potere
L'evento ha preso il via con gli interventi di Paolo De Chiara, giornalista molisano. Era presente anche Vincenzo Cimino, presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Molise. Un contributo video della presidente di giuria, Angela Napoli, ha sottolineato l'importanza di Pasolini. Le sue parole hanno evidenziato come la figura dello scrittore sia ancora necessaria. Questo in un'epoca segnata da indifferenza e conformismo.
La cerimonia ha visto la partecipazione di numerosi professionisti del settore. Autori da diverse regioni italiane hanno condiviso l'evento. Erano presenti anche rappresentanti di associazioni culturali e sindacali. L'atmosfera era di condivisione e riconoscimento del valore del giornalismo.
Giornalismo d'inchiesta: i vincitori
Nella sezione dedicata al giornalismo d'inchiesta, il primo premio è andato a Roberto Disma e Sara Cozzi. Il loro lavoro, "Una Brusca faccenda (video)", indaga sulle attività di un nipote del boss Brusca. Tra queste, la gestione di un albergo confiscato alla mafia a Palermo. Il video-inchiesta ha colpito la giuria per la sua profondità.
Il secondo premio è stato conferito ad Anna Paola Lacatena per "Quei giovani in armi (bianche)". L'articolo, pubblicato su Il Manifesto, analizza l'escalation di violenza tra i giovani. Il terzo premio è stato assegnato al giornalista romano Roberto Abela. La sua opera, "I nodi invisibili - Stranieri non accompagnati", è stata pubblicata da LumsaNews.
Menzioni speciali e collaborazioni
Durante la serata sono state assegnate due menzioni speciali. La prima, intitolata "Giacomo Matteotti", è andata a Giovanni Mancinone, giornalista di Campobasso. Il suo libro è "Corpi al macello". La seconda menzione, dedicata a "Sandro Pertini", è stata consegnata ad Antonella Salvatore, giornalista di Termoli. Il suo lavoro si intitola "L'Africa nel cuore".
L'organizzazione del premio è stata curata dall'Associazione Antimafie e Antiusura "Dioghenes Aps" e da WordNews.it. Hanno collaborato il Comune di Venafro, l'Ordine dei Giornalisti del Molise, il Corecom Molise, la Filctem Molise, lo Spi Cgil, l'Auser Molise, Lo Scriptorium, Archèdia Editore e il Premio Nazionale Lea Garofalo. Un'ampia rete di realtà ha contribuito alla riuscita dell'evento.
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