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Una nuova piattaforma digitale unisce per la prima volta dopo secoli i manoscritti di Leonardo da Vinci. L'iniziativa mira a valorizzare l'eredità del genio toscano, rendendola accessibile a studiosi e appassionati di tutto il mondo.

Una piattaforma digitale per Leonardo

È stata presentata una innovativa piattaforma online. Questa risorsa digitale riunisce per la prima volta dopo oltre 400 anni. L'iniziativa unisce le due principali raccolte di scritti e disegni di Leonardo da Vinci. L'evento di lancio si è tenuto presso l'ambasciata d'Italia a Londra. L'iniziativa è frutto della collaborazione tra il Museo Galileo di Firenze e il ministero della Cultura.

La piattaforma, consultabile all'indirizzo teche.museogalileo.it/leonardo, porta il nome di Leonardotheka. Secondo una nota del museo fiorentino, rappresenta la più vasta risorsa digitale al mondo. È dedicata interamente ai manoscritti vinciani. L'obiettivo è rendere accessibile l'immenso patrimonio del genio toscano.

Riunire 3.500 pagine disperse

Il progetto Leonardotheka è il culmine di un lavoro decennale. È stato ideato dal Museo Galileo. Lo sviluppo ha visto la partnership con il Royal Collection Trust. Hanno collaborato anche la Veneranda Biblioteca Ambrosiana e la Biblioteca Leonardiana di Vinci. L'impegno di studiosi ed esperti IT è stato fondamentale per la realizzazione.

Circa 3.500 pagine di manoscritti di Leonardo sono state finalmente riunite. Questi scritti erano rimasti separati sin dalla fine del XVI secolo. Grazie al restauro digitale di una parte dei fogli, la piattaforma evidenzia le connessioni. Mostra il legame tra gli studi scientifici e i disegni figurativi. Questi erano stati arbitrariamente separati da Pompeo Leoni alla fine del '500.

La storia delle collezioni

Leonardotheka unifica i 1.119 fogli del Codice Atlantico. Questi sono custoditi dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana. Li congiunge al più importante nucleo di disegni figurativi, anatomici, paesaggistici e naturalistici. Si tratta di circa 550 fogli della Royal Collection di Windsor.

Le due collezioni provenivano originariamente dallo stesso insieme di manoscritti. Furono vergati da Leonardo dalla metà degli anni Settanta del Quattrocento fino alla sua morte nel 1519. Furono ereditati dal suo allievo Francesco Melzi. Successivamente, finirono nelle mani dello scultore Pompeo Leoni. Egli smembrò il materiale, distribuendolo in due album.

All'inizio del XVII secolo, Polidoro Calchi, genero ed erede di Leoni, vendette l'album più consistente. Questo divenne in seguito noto come Codice Atlantico. Fu acquistato dal conte Galeazzo Arconati. Egli lo donò alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana. L'altro album, contenente i lavori figurativi, fu portato in Inghilterra. Entrò nella Royal Collection intorno al 1670.

Un patrimonio per l'umanità

L'ambasciatore Fabio Cassese ha sottolineato l'importanza universale di Leonardo. Le sue opere trascendono i confini nazionali. Non appartengono solo all'Italia, ma al patrimonio culturale e scientifico dell'intera umanità. Paolo Galluzzi, presidente emerito del Museo Galileo e ideatore della piattaforma, ha espresso entusiasmo.

Leonardotheka segna l'avvio di una nuova stagione di studi. È una stagione promettente per l'eredità artistica, scientifica e letteraria del Genio di Vinci. Anche Michele Ciliberto, presidente dell'Istituto nazionale di studi sul Rinascimento, condivide questo ottimismo. La piattaforma promette di rivoluzionare la ricerca sull'opera di Leonardo.

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