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L'ospedale Cardarelli di Napoli sarà un centro di formazione europeo per il trattamento dei grandi ustionati. Utilizzerà una nuova tecnica enzimatica che evita la chirurgia nelle prime fasi. L'obiettivo è migliorare la gestione di questi pazienti complessi.

Cardarelli centro di eccellenza per ustionati

L'ospedale Cardarelli di Napoli si prepara a diventare un punto di riferimento continentale. Sarà un hub europeo dedicato alla formazione di medici e infermieri. L'obiettivo è diffondere una tecnica innovativa per la cura dei pazienti con gravi ustioni. Questa procedura promette di rivoluzionare i primi interventi.

La nuova metodologia si basa sull'impiego di enzimi specifici. Questi vengono estratti dal gambo dell'ananas. La loro azione permette di rimuovere i tessuti necrotici. Ciò avviene nelle fasi iniziali delle ustioni. L'intervento è farmacologico, non chirurgico. Può essere eseguito direttamente al capezzale del paziente.

Il centro di formazione sarà pienamente operativo entro la fine dell'anno corrente. Il direttore generale del Cardarelli, Antonio D'Amore, ha espresso soddisfazione. Ha definito la nomina un «grande riconoscimento». Si tratta di una patologia «iper specialistica» che richiede competenze elevate.

Rete nazionale per la gestione delle emergenze

Il Cardarelli è già un punto di riferimento consolidato. Assiste i pazienti con ustioni gravi provenienti dal Sud Italia. Dispone di un reparto di Terapia intensiva dedicato. Questo reparto conta 8 posti letto specializzati. Ogni anno, la struttura accoglie circa 100 pazienti con ustioni severe. La degenza media si attesta sui due mesi.

Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha sottolineato l'importanza di questo traguardo. Ha dichiarato che è un motivo di «orgoglio» per la regione. L'annuncio è stato fatto durante il convegno 'Maxi emergenze grandi ustioni'. L'evento ha visto la partecipazione di numerose istituzioni ed esperti di fama nazionale e internazionale.

Fabio Ciciliano, a capo del Dipartimento di Protezione civile nazionale, ha evidenziato la necessità di una rete integrata. Ha spiegato che «anche solo 5 grandi ustionati possono mettere in crisi i sistemi sanitari regionali». È quindi cruciale conoscere in tempo reale la disponibilità di posti letto. Questi posti devono essere condivisi a livello nazionale.

Innovazione tecnologica e microchirurgia

La Centrale remota per le operazioni di soccorso sanitario, con sedi a Pistoia e Torino, avrà il compito di coordinare. Gestirà l'organizzazione e la localizzazione dei posti letto disponibili. L'obiettivo è garantire ai pazienti le migliori possibilità di sopravvivenza. Questo richiede un'organizzazione logistica efficiente.

Le nuove tecnologie giocano un ruolo fondamentale. Laser, macchine per il linfodrenaggio e terapie compressive sono essenziali. Anche le innovazioni in ambito chirurgico sono cruciali. Il professore Franz Wilhelm Baruffaldi-Preis, direttore del Centro ustioni del Niguarda di Milano, ha descritto alcuni interventi.

Ha spiegato che si stanno implementando «interventi microchirurgici». Questi mirano a ripristinare la funzionalità delle articolazioni compromesse. Si preleva una piccola porzione di tessuto sano da un'altra area del corpo. Questo lembo viene poi posizionato sull'articolazione. Vengono effettuati collegamenti vascolari tra i vasi del lembo e quelli della sede ricevente.