Lamin Sonko, 30enne gambiano, è deceduto in ospedale a Milano dopo essersi impiccato nel carcere di San Vittore. L'uomo era stato fermato a maggio in Stazione Centrale con un machete mentre era in preda a psicosi.
Tragedia nel carcere di San Vittore
Lamin Sonko, un uomo di 30 anni originario del Gambia, è deceduto. L'episodio è avvenuto in seguito a un gesto estremo all'interno del carcere di San Vittore. L'uomo si è impiccato diversi giorni fa. Il suo decesso è stato poi confermato in ospedale. La notizia è stata diffusa dalla Casa della Carità. Diverse altre fonti hanno poi confermato il fatto. L'istituto detentivo milanese registra un'altra vittima tra le sue mura. La perdita di una vita umana in un contesto di detenzione solleva interrogativi.
Un uomo in condizioni di fragilità
Sonko si trovava in una sezione dedicata alle persone considerate fragili. La Casa della Carità ha ricordato la sua condizione. «Era una persona così fragile», hanno affermato. Non era nemmeno passato nei reparti comuni. Era stato subito trasferito in una cosiddetta «cella liscia». Questo tipo di ambiente è pensato per prevenire autolesionismo e suicidi. La sua permanenza in questa sezione sottolinea la sua vulnerabilità. Il trasferimento in ospedale non è purtroppo servito a salvargli la vita. Il ricovero è avvenuto presso l'ospedale Niguarda. Qui è sopraggiunto il decesso.
Il fermo in Stazione Centrale
L'episodio del suo arresto risale al 19 maggio scorso. La Polizia di Stato lo aveva fermato a Milano. L'uomo si aggirava nella Stazione Centrale. Era in preda a uno stato di forte agitazione, descritto come psicosi. Al momento del fermo, Sonko aveva con sé un machete. La sua presenza armata e il suo stato mentale avevano destato allarme. Le forze dell'ordine sono intervenute prontamente per neutralizzare la situazione. L'uomo era stato quindi preso in custodia. La sua detenzione è poi culminata in questa tragica fine. La vicenda solleva dubbi sulla gestione della salute mentale in carcere. Si attendono ulteriori sviluppi e chiarimenti.