Una necropoli preromana è emersa durante i lavori per la nuova struttura sanitaria a Marcianise. Un accordo tra enti locali mira a tutelare e valorizzare i preziosi reperti archeologici.
Scoperta archeologica nel cantiere ospedaliero
Un importante ritrovamento archeologico ha interrotto i lavori per la realizzazione di nuove strutture sanitarie a Marcianise. Le indagini preventive, legate al cantiere finanziato dal Pnrr, hanno portato alla luce una necropoli di epoca preromana. Questo sito promette di arricchire la nostra comprensione storica della Piana Campana.
La zona interessata è quella compresa tra le antiche città di Capua e Calatia. Durante gli scavi sono state rinvenute diverse sepolture. I corredi funerari permettono di datare questi ritrovamenti all'età preromana. Finora sono state identificate tredici tombe. Le ricerche continueranno nei prossimi giorni. Si spera di ottenere nuove informazioni sulle antiche comunità e le loro pratiche di sepoltura.
Accordo per tutela e valorizzazione dei reperti
È stato siglato un protocollo d'intesa tra il Comune, l'Asl di Caserta e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. L'obiettivo è garantire la protezione, lo studio e la valorizzazione dei reperti emersi. Questo accordo è fondamentale per gestire al meglio la scoperta.
Le indagini sono coordinate dalla Soprintendenza. Hanno rivelato un complesso sepolcrale di grande interesse scientifico. Sono state trovate tombe a fossa e tombe realizzate con tegole. La copertura era piana. Il rito funerario attestato è l'inumazione. Gli individui ritrovati erano adulti. Erano deposti in posizione supina. Spesso erano accompagnati da oggetti di corredo posti ai piedi.
Un dialogo tra passato e futuro
Il commissario del Comune, Biagio Del Prete, ha sottolineato l'importanza del ritrovamento. «La scoperta testimonia quanto il nostro territorio custodisca una memoria storica ancora tutta da raccontare e valorizzare», ha affermato. Il Soprintendente Mariano Nuzzo ha aggiunto: «I rinvenimenti archeologici dimostrano come la memoria antica possa dialogare con le esigenze della città contemporanea».
Nuzzo ha concluso che la tutela non deve essere vista come un ostacolo. Deve essere considerata piuttosto come un valore aggiunto per il territorio. Il direttore generale dell'Asl, Antonio Limone, ha commentato positivamente l'iniziativa. «Mettere in connessione la memoria storica e le esigenze moderne di sviluppo strutturale dei luoghi di cura rappresenta un'evoluzione culturale oltre che sanitaria», ha dichiarato.
La Casa di Comunità e l'Ospedale di Comunità
Il cantiere in questione è destinato alla realizzazione della Casa di comunità e dell'Ospedale di comunità. Queste strutture sono finanziate nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). La loro costruzione nel Rione Santella è ora affiancata dalla necessità di preservare il patrimonio archeologico emerso.
La scoperta di questa necropoli preromana aggiunge un ulteriore livello di significato al progetto. Mostra come lo sviluppo moderno possa integrarsi con la conservazione della storia. L'area tra Capua e Calatia si conferma un luogo di grande interesse archeologico. La collaborazione tra le diverse istituzioni sarà cruciale per il successo di questo progetto complesso.