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Studenti perugini hanno visitato l'Hospice "La Casa nel Parco" per il progetto "Esse come Sollievo". L'iniziativa mira a promuovere una visione della salute incentrata sulla dignità e sulla qualità della vita, affrontando temi legati al fine vita.

Un progetto per la dignità e la qualità della vita

È nato a Perugia il progetto "Esse come Sollievo". L'obiettivo è promuovere una visione della salute che metta al centro la qualità della vita. Si punta anche sulla dignità della persona. Si vuole far comprendere i limiti della medicina. Il progetto contrasta stigma e disinformazione sul fine vita. È promosso e coordinato dal Servizio di cure palliative dell'Hospice La Casa nel Parco. Collaborano il Servizio di Psicologia e l'Area di Promozione della Salute dell'Usl Umbria 1.

Questa iniziativa pilota di Death Education ha coinvolto quattro classi della scuola secondaria di secondo grado. Gli studenti provengono dall'istituto Pieralli di Perugia. Le classi coinvolte sono state la 3D, la 4A, la 4E e la 4F.

Percorso formativo e visita all'hospice

Il progetto "Esse come Sollievo" prevede un percorso formativo specifico. Si articola in tre incontri per ogni classe partecipante. Vengono utilizzate metodologie attive e partecipative. Il percorso si è concluso con una visita guidata. La visita si è svolta presso l'Hospice di Perugia. Sono state escluse le aree di degenza. Lo scopo è far conoscere la struttura. Si vuole anche favorire il confronto sul tema della cura. Si discute del lavoro d'équipe.

Le visite sono state organizzate per singole classi. Si sono concluse martedì 19 maggio. Le attività si sono svolte in occasione della 25ª Giornata nazionale del Sollievo. Questa giornata è promossa dal Ministero della Salute. La celebrazione ufficiale è il 31 maggio.

Il ruolo degli operatori e la valutazione dell'esperienza

La responsabile Susanna Perazzini ha sottolineato l'importanza degli operatori. «Il coinvolgimento degli operatori dell'Hospice rappresenta un elemento fondamentale del progetto», ha spiegato. Questo permette di offrire agli studenti un'immagine autentica. Viene presentata una visione concreta delle cure palliative. Queste cure sono incentrate sulla persona. Si valorizzano la dignità e le relazioni umane. Al termine del percorso, verrà somministrato un questionario. Questo servirà a valutare l'esperienza vissuta dagli studenti. I risultati potranno guidare un'eventuale estensione del progetto. Si valuterà la possibilità di coinvolgere altri istituti. L'estensione potrebbe riguardare il distretto sanitario e il territorio aziendale.

Sviluppare competenze emotive e relazionali

Emanuele Ciotti, direttore generale dell'Usl Umbria 1, ha evidenziato la necessità del progetto. «Questo progetto nasce dalla necessità, sempre più rilevante in ambito sanitario e sociale», ha affermato. Si vuole aiutare i giovani a sviluppare competenze emotive. Si punta anche a rafforzare le capacità relazionali. È importante sviluppare strategie di coping. Queste servono per affrontare temi come la malattia, la perdita e la finitezza della vita. Parlare di questi argomenti apre uno spazio di dialogo. Favorisce la riflessione sul valore della vita. Si discute di ciò che rende la vita significativa. Questo rafforza la resilienza. La resilienza è importante sia a livello individuale che collettivo.