La sanità territoriale lucana si rinnova con un piano strategico volto ad avvicinare le cure ai cittadini. Nuove strutture, personale potenziato e tecnologia garantiranno un accesso equo ai servizi sanitari.
Riorganizzazione della sanità territoriale lucana
La Regione Basilicata sta implementando un nuovo modello di sanità territoriale. L'obiettivo è creare un sistema più vicino alle esigenze concrete dei residenti. Si mira a superare le disparità geografiche presenti nella regione. Il diritto alla salute deve essere garantito a tutti, indipendentemente dal luogo di residenza. La strategia non prevede chiusure di strutture esistenti. Si punta invece a una riorganizzazione mirata a rafforzare i servizi.
L'assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, ha illustrato il cronoprogramma di questo importante cambiamento. La sua dichiarazione sottolinea un approccio costruttivo e di potenziamento. Le parole dell'assessore evidenziano un impegno concreto verso il miglioramento dell'assistenza sanitaria.
Conformità normativa e risorse impiegate
Il piano di riorganizzazione si allinea perfettamente alle direttive nazionali. Segue infatti il Dm 77 del 2022. A livello regionale, il progetto si basa su specifici riferimenti normativi. Tra questi figurano la Dgr numero 948 del 2022. Questa delibera è stata approvata all'unanimità dal Consiglio regionale. La delibera numero 506 del 2023 ne ha confermato l'importanza. Anche la Dgr numero 600 del 2024 è fondamentale. Essa adegua la rete territoriale al Dm 77, garantendo coerenza.
La strategia regionale si fonda su due pilastri essenziali. Il primo è l'hardware: infrastrutture fisiche, tecnologiche e digitali. Il secondo è il software: il capitale umano e l'integrazione dei professionisti sanitari. Questo approccio olistico mira a coprire ogni aspetto del servizio sanitario.
Potenziamento del personale e innovazione tecnologica
Il 2025 ha visto l'avvio di un significativo rafforzamento del personale. Sono state effettuate quasi 800 assunzioni. Queste nuove risorse sono distribuite su tutto il territorio regionale. Coprono tutte le aziende del sistema sanitario lucano. Per garantire una presenza capillare, si sta completando l'inserimento di ulteriori 263 Infermieri di Famiglia o Comunità. Questo avverrà entro i prossimi sei mesi.
La tecnologia giocherà un ruolo cruciale. La telemedicina e il teleconsulto porteranno l'alta specializzazione direttamente nelle abitazioni dei cittadini. Questo ridurrà la necessità di spostamenti e faciliterà l'accesso alle cure specialistiche.
Struttura della nuova rete assistenziale
La nuova rete sanitaria è progettata per intercettare i bisogni di salute della popolazione. Si articola su tre livelli di complessità assistenziale. Questi sono: 'senza patologie croniche', 'cronicità semplice' e 'Cronicità complessa'. Questo schema permette una gestione personalizzata delle cure.
L'organizzazione infrastrutturale segue un modello Hub e Spoke. Le Case della Comunità rappresentano il fulcro strategico. Fungono da Porta unica di accesso (Pua) ai servizi sociosanitari. Sono previste sei Case della Comunità Hub. Queste avranno funzioni di governance clinica. A queste si aggiungono 13 Case della Comunità Spoke distribuite sul territorio.
Le Case della Comunità e la prossimità
Le Case della Comunità non sono semplici ambulatori. Sono concepite come strutture unitarie. Il loro scopo è la presa in carico globale della persona. Nessuna struttura esistente verrà chiusa. Grazie a una ridistribuzione basata sulla prossimità, l'80% degli spostamenti per la specialistica ambulatoriale avverrà all'interno dello stesso comune. Questo garantisce maggiore comodità ai pazienti.
La rete si completa con 5 Ospedali di Comunità. Questi sono destinati a ricoveri brevi e cure a bassa intensità. Sono inoltre attive 6 Centrali Operative Territoriali (Cot). Queste fungono da nodi di regia. Coordinano i flussi informativi e le transizioni di cura. Il coordinamento clinico sul territorio è affidato alle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft). Queste coprono bacini di circa 30.000 assistiti. Il loro braccio operativo sono le Unità complesse di cure primarie (Uccp), situate negli Hub.
Innovazioni per la continuità assistenziale
Il piano introduce strumenti innovativi per garantire la continuità assistenziale. La prima novità è il numero unico europeo 116-117. Diventerà il punto di accesso centralizzato per tutte le richieste sanitarie territoriali non urgenti. L'obiettivo è alleggerire il carico sui Pronto Soccorso ospedalieri. La seconda novità, particolarmente importante per le aree interne, è l'introduzione di 10 Ambulatori Mobili per distretto.
Queste unità mobili sono attrezzate. Si sposteranno nelle zone rurali e montane su indicazione delle Cot. Questo porterà l'assistenza sanitaria direttamente nelle aree più difficili da raggiungere.
Domande frequenti sulla sanità territoriale lucana
Cosa significa medicina territoriale?
La medicina territoriale si riferisce all'insieme dei servizi sanitari erogati al di fuori degli ospedali. L'obiettivo è fornire assistenza primaria, specialistica e di prossimità direttamente nelle comunità di appartenenza dei cittadini, migliorando l'accesso alle cure e la gestione delle patologie croniche.
Quali sono i benefici del nuovo modello sanitario in Basilicata?
Il nuovo modello mira a ridurre le distanze geografiche e le disuguaglianze nell'accesso alle cure. Potenziando il personale, introducendo nuove tecnologie come la telemedicina e riorganizzando le strutture (Case della Comunità, Ospedali di Comunità), si punta a una maggiore efficienza e a una presa in carico più completa dei pazienti, alleggerendo al contempo il carico sui Pronto Soccorso.