Cronaca

Calolziocorte: Baby Gang, villa blindata e armi da guerra

19 marzo 2026, 01:21 7 min di lettura
Calolziocorte: Baby Gang, villa blindata e armi da guerra Immagine generata con AI Primaluna
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A Calolziocorte, un'operazione dei Carabinieri ha smantellato una pericolosa gang. La villa del trapper Zaccaria Mouhib, noto come Baby Gang, è stata perquisita. Sono state trovate armi da guerra e numerosi altri ordigni.

Baby Gang e il suo gruppo "No parla tanto"

Il trapper Zaccaria Mouhib, conosciuto nel mondo musicale come Baby Gang, guidava un gruppo denominato "No parla tanto". Questo sodalizio identificava i suoi più stretti collaboratori e sostenitori. Il venticinquenne artista aveva creato un vero e proprio clan. I membri si definivano "Npt", acronimo che stava per "pronti a combattere fino alla morte". La loro presunzione era tale da modificare persino la toponomastica digitale. Hanno rinominato su Google Maps l'area di loro interesse. Questa zona comprende le case popolari di via Di Vittorio e la residenza fortificata del trapper.

La loro fedeltà reciproca era incondizionata. Si percepivano come una forza inattaccabile. Le indagini hanno rivelato la profondità del loro legame. Questo legame era basato su attività illecite e un senso di impunità. La loro influenza si estendeva ben oltre il semplice ambito musicale. Hanno creato un vero e proprio impero criminale.

Le autorità hanno monitorato attentamente le loro mosse. La solidarietà del gruppo era un elemento chiave. La loro determinazione nel difendere il proprio territorio era evidente. Hanno trasformato un quartiere residenziale in una loro roccaforte. La loro presenza era percepita come una minaccia costante.

La sigla "Npt" rappresentava un simbolo di appartenenza. Era un monito per chiunque osasse sfidarli. La loro mentalità era quella di un esercito privato. Erano pronti a tutto per proteggere i loro interessi. La loro arroganza li ha portati a compiere gesti eclatanti. La modifica di Google Maps ne è un esempio lampante. Dimostrava la loro volontà di controllo totale.

L'operazione delle forze dell'ordine ha messo fine a questo clima di terrore. Ha colpito al cuore l'organizzazione criminale. Ha dimostrato che nessuno è al di sopra della legge. La loro presunzione è stata smascherata. La loro forza apparente si è rivelata fragile.

L'assalto alla villa-bunker dei "Npt"

L'irruzione nella residenza fortificata è avvenuta all'alba. Le forze dell'ordine hanno pianificato meticolosamente l'operazione. Squadre speciali dei Carabinieri sono state impiegate. Un elicottero ha fornito supporto aereo. L'obiettivo era neutralizzare una banda armata. Si temeva la presenza di armamenti bellici. La reattività del gruppo era considerata elevata. La loro fedeltà era nota.

L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip di Lecco. Le indagini sono state condotte dalla Procura di Lecco. I Carabinieri hanno raccolto prove decisive. Le risultanze investigative hanno portato agli arresti. L'operazione ha avuto un impatto significativo. Ha colpito duramente l'organizzazione criminale.

La villa del trapper Baby Gang è stata il fulcro dell'operazione. Era considerata una vera e propria fortezza. La sua blindatura era volta a impedire accessi non autorizzati. Le forze dell'ordine hanno dovuto superare queste difese. L'uso di squadre speciali era necessario. La presenza di armi da guerra aumentava il rischio. Ogni mossa è stata calcolata per minimizzare i pericoli.

Il monitoraggio aereo ha permesso di avere una visione completa. Ha facilitato il coordinamento delle unità a terra. Ha garantito la sicurezza degli agenti. L'operazione è stata un successo. Ha portato all'arresto di tutti i membri del gruppo. La loro rete criminale è stata smantellata.

La giustizia ha fatto il suo corso. I responsabili dovranno rispondere delle loro azioni. La comunità di Calolziocorte può tirare un sospiro di sollievo. La minaccia rappresentata dalla gang è stata neutralizzata. La legge ha prevalso sulla violenza.

I "soldati" di Baby Gang in carcere

Oltre a Zaccaria Mouhib, alias Baby Gang, sono finiti in carcere altri sette individui. Tra questi figurano Aymen Najim (25 anni) e Walid Benchrifa (27 anni). Anche Mohamed Helal (20 anni), Ahmed Amar Bokhtache (21 anni) e Aldo Tommaso Sirianni (20 anni) sono stati arrestati. Tutti questi giovani sono residenti a Calolziocorte. Un altro arrestato è Luca Soro (23 anni), proveniente da Abbiategrasso. Il Gip ha disposto anche misure restrittive per altri due membri.

Vincenzo Meci (50 anni), residente a Garlate, e Akram Anbari (23 anni), di Primaluna, dovranno rispettare il divieto di dimora nella provincia di Lecco. Queste misure mirano a impedire loro di reiterare reati nella zona. La rete criminale è stata decapitata. I suoi membri sono stati assicurati alla giustizia. L'operazione ha avuto un'ampia portata.

La collaborazione tra i membri del gruppo era stretta. Le indagini hanno evidenziato la loro partecipazione congiunta a diverse attività illecite. La loro fedeltà reciproca era un elemento chiave. Tuttavia, questa lealtà non li ha protetti dalla legge. Le prove raccolte sono state schiaccianti. Hanno portato alla loro detenzione.

La presenza di giovani coinvolti solleva interrogativi. Riguardano le cause che spingono alla criminalità. Fattori sociali ed economici potrebbero aver giocato un ruolo. Le autorità dovranno affrontare queste problematiche. La repressione da sola non basta. È necessario un intervento a monte.

La comunità locale ha espresso sollievo. La presenza di una gang così attiva generava insicurezza. L'arresto dei membri porta un senso di maggiore tranquillità. La giustizia ha dimostrato la sua efficacia.

Il vasto arsenale sequestrato

L'indagine ha portato alla luce un impressionante arsenale. Le armi contestate a Mouhib e ad alcuni complici sono numerose. Tra questi figurano Najim, Anbari, Soro e Meci. Le accuse riguardano la detenzione e il porto illegale di armi. Questo si è protratto per circa un anno. Sono state sequestrate pistole di diverse marche. Tra queste, Beretta, Ruger, Bruni e Browning.

Molte di queste armi erano dotate di silenziatori. Alcune presentavano puntatori laser. Una pistola aveva la matricola abrasa. Questo dettaglio indica un tentativo di occultamento. Il possesso di armi clandestine è un reato grave. Il fucile da guerra Ak47 rappresenta un pericolo elevato. La mitragliatrice Skorpion è un altro ordigno bellico. La loro presenza è preoccupante.

La "spregiudicatezza" nel detenere queste armi è stata documentata. Diversi episodi intercettati lo dimostrano. Il 12 agosto, durante una contrattazione con un rapper emergente, Najib raccontava di aver quasi estratto una pistola. Lo aveva fatto per evitare un controllo di polizia. Questo episodio evidenzia la loro abitudine a portare armi. La loro vita quotidiana era permeata dalla violenza.

Il possesso di armi da guerra è un reato gravissimo. Dimostra una volontà di intimidazione e aggressione. Le forze dell'ordine hanno agito tempestivamente. Hanno rimosso queste armi dalla circolazione. Hanno evitato potenziali tragedie. L'operazione ha avuto un successo notevole.

Le indagini proseguono per accertare la provenienza delle armi. Potrebbero essere collegate a traffici illeciti. La lotta al possesso illegale di armi è fondamentale. Contribuisce a garantire la sicurezza dei cittadini. La comunità di Calolziocorte può ora contare su un ambiente più sicuro.

L'aggressione ai romeni e la violenza diffusa

Un episodio particolarmente grave è avvenuto il 15 giugno 2025. Pochi giorni prima del compleanno di Baby Gang, il gruppo aveva aggredito tre cittadini romeni. L'aggressione è avvenuta in corso Europa. Le vittime stavano semplicemente camminando sul marciapiede. Erano state accusate pretestuosamente di essere ladri. Il gruppo era composto da Najim, Benchrifa, Helal, Bokhtache e Sirianni.

Le vittime sono state derubate dei loro bancomat e altri oggetti. Successivamente, sono state costrette a sedersi a terra. Sono state trascinate dietro la casa del trapper. Qui sono state brutalmente picchiate. Uno di loro ha subito la frattura di un dente. L'accusa per il gruppo è di rapina e sequestro di persona in concorso. Baby Gang è accusato anche di violenza privata. Aveva intimato alle vittime di non rivolgersi alle forze dell'ordine.

L'intera aggressione è stata filmata. I video sono stati poi diffusi online. Questo ha amplificato la gravità dell'accaduto. Ha dimostrato la spregiudicatezza degli aggressori. La loro volontà di umiliare e intimidire le vittime era palese. La diffusione dei video online potrebbe essere stata un modo per ostentare potere.

Questo episodio è ritenuto altamente indicativo. Dimostra la propensione alla violenza del gruppo. La loro tendenza a usare la forza per risolvere dispute. O per affermare il proprio dominio sul territorio. Le indagini hanno raccolto prove concrete. Hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti. La giustizia farà il suo corso.

La violenza gratuita e la rapina sono reati gravi. Il sequestro di persona aggrava ulteriormente la situazione. Le pene previste sono severe. I responsabili dovranno rispondere delle loro azioni. La comunità è scossa da questi eventi. La sicurezza deve essere garantita a tutti.

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