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Il Vaticano ha dato il via libera alla beatificazione di Giuseppe Castagnetti, ex sindaco di Prignano sulla Secchia. La sua figura di uomo di fede e politico impegnato è ora riconosciuta dalla Chiesa.

Giuseppe Castagnetti: Sindaco e Servo di Dio

Il Servo di Dio Giuseppe Castagnetti si prepara a diventare beato. La sua figura, già venerata per la profonda fede e l'impegno civile, ha ricevuto l'approvazione vaticana. Castagnetti fu sindaco di Prignano sulla Secchia per ben quattordici anni. La sua amministrazione coprì il periodo dal 1945 al 1959. Nacque il 15 marzo 1909 a Montebaranzone. La sua scomparsa avvenne il 22 giugno 1965.

Era conosciuto come «il sindaco che calzava i sandali». Questo soprannome richiamava il suo stile di vita umile e la sua devozione. Si ispirava a figure come Giorgio La Pira. La sua causa di beatificazione è stata autorizzata dal Santo Padre. L'annuncio è giunto dopo un'udienza al card. Marcello Semeraro. Il cardinale è prefetto del Dicastero delle Cause dei santi. La notizia conclude un lungo cammino iniziato 13 anni fa. La proclamazione ufficiale è attesa con grande fervore. Castagnetti è ricordato con affetto a Prignano e in tutta la Chiesa modenese.

La Vita di Giuseppe Castagnetti: Fede e Impegno

A soli sedici anni, Giuseppe Castagnetti iniziò a lavorare. Fu inviato a Portile, in provincia di Modena. Lì diresse un caseificio. In questo periodo conobbe alcuni missionari. Nacque in lui il desiderio di dedicare la vita a Dio. Il padre, però, lo dissuase. Non voleva perdere il suo prezioso aiuto in famiglia. A vent'anni, durante il servizio militare in Trentino, colse un'opportunità. Approfittò di una licenza per recarsi a Pietralcina. Lì incontrò Padre Pio.

Il Santo frate lo guarì da un grave problema di stomaco. Da quel momento, Castagnetti sentì un forte legame con Padre Pio. Ne seguì la direzione spirituale con grande devozione. A ventiquattro anni, mentre lavorava come casaro nel bolognese, dovette tornare a Montebaranzone. Il fratello Adolfo era venuto a mancare. Dovette sostituirlo. In questo periodo conobbe Marino Marchi. Marchi era un dirigente dell'Azione Cattolica. Castagnetti si iscrisse all'associazione. Divenne un membro molto attivo e fervente.

L'11 febbraio 1939 sposò Giovannina Sghedoni. Con la dote della moglie, acquistò il caseificio che già gestiva. Il parroco locale, don Angelo Vecchi, lo esortava a entrare in politica. Le sue pressioni divennero sempre più insistenti. Nel 1945, Giuseppe Castagnetti si candidò a sindaco di Prignano. Accettò l'incarico, spinto dalla volontà del sacerdote.

L'Amministrazione di Prignano: Ricostruzione e Servizio

Giuseppe Castagnetti guidò Prignano sulla Secchia dal 1945 al 1959. Il suo mandato fu caratterizzato da un impegno straordinario. Il paese necessitava di una profonda ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale. Castagnetti promosse e realizzò opere civiche fondamentali. Tra queste figurano l'acquedotto e gli impianti elettrici. Furono migliorate le strade, ricostruito il municipio e potenziati gli uffici postali. Vennero edificate nuove scuole. Queste realizzazioni furono compiute in un contesto di estrema difficoltà economica. Al momento della sua elezione, il Comune disponeva di sole 25.000 lire.

Il primo Consiglio comunale e il suo sindaco dovettero affrontare numerose emergenze. La sede comunale era inagibile. La frazione di Castelvecchio era stata distrutta. L'intera viabilità era compromessa. La ricostruzione avvenne in condizioni di ristrettezza assoluta. Il lavoro del sindaco fu intenso e costante. I risultati ottenuti furono eccellenti. Dal punto di vista personale, Castagnetti era stimato per la sua attenzione verso i bisogni dei cittadini. Spesso interveniva discretamente per aiutare i più indigenti. Non esitava a donare i propri vestiti a chi ne aveva bisogno. Non sfruttò mai il suo ruolo pubblico per tornaconto personale.

Era un uomo di grande fede e di specchiata onestà. Fu anche un marito e padre esemplare. La sua famiglia contava ben dodici figli. Due di loro morirono in tenera età. Li seguì sempre con amore e premura. Si preoccupava della loro crescita cristiana e della loro educazione. Il suo contegno era signorile ma modesto. Non aveva timore di manifestare apertamente la propria fede. Era molto legato a Padre Pio. Lo visitava più volte all'anno, organizzando anche pellegrinaggi. Viveva pienamente la sua scelta di terziario francescano. Indossava sempre i sandali, anche in occasioni formali a Roma.

Fede, Famiglia e Ultimi Anni

Giuseppe Castagnetti manifestò sempre una profonda fiducia nella Divina Provvidenza. Questo valeva sia come sindaco che come padre di famiglia. Nonostante avesse una famiglia numerosa e non godesse di particolari facilitazioni per il suo ruolo pubblico, rifiutava i donativi. Preferiva destinarli ai poveri. Fu felice quando la figlia maggiore, Antonietta, scelse la vita religiosa. Divenne una suora francescana missionaria in Africa per molti anni. Il 27 giugno 1959, Giuseppe Castagnetti rassegnò le dimissioni da sindaco. Le motivazioni includevano le crescenti difficoltà e opposizioni incontrate. Seguì un periodo molto amaro per lui. Le preoccupazioni per il mantenimento della numerosa famiglia si fecero intense. Fu il momento più difficile della sua vita. Non fece mai pesare la sua situazione sui familiari. Nonostante le avversità, non malediceva nessuno. Accettava le prove con preghiera e perdono.

Il Servo di Dio si spense a Montebaranzone il 22 giugno 1965. Lasciò il ricordo di un uomo giusto e retto. La fama di santità di Giuseppe Castagnetti è rimasta viva nel tempo. Il processo canonico di beatificazione è stato avviato ufficialmente il 25 settembre 2009. Questo passo è stato preceduto dall'assenso dei confratelli della Conferenza Episcopale Regionale il 24 novembre 2008. È stato inoltre ottenuto il Nulla Osta dalla Congregazione delle Cause dei Santi. La causa ha constatato la persistente fama di santità del Servo di Dio. Il percorso verso la beatificazione si conclude ora con il via libera del Vaticano.

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