Indagini a Prato hanno portato a misure cautelari per cinque cittadini cinesi. Sono accusati di sfruttamento lavorativo, intermediazione illecita e impiego di manodopera clandestina in una stireria. Un consulente italiano è indagato per falso.
Sfruttamento lavorativo in una stireria a Prato
Le autorità di Prato hanno eseguito misure cautelari. I provvedimenti riguardano cinque cittadini di origine cinese. Le accuse ipotizzate sono gravi. Si parla di sfruttamento del lavoro. Viene contestata anche l'intermediazione illecita. Infine, si indaga sull'impiego di manodopera clandestina.
Le indagini sono state coordinate dalla procura pratese. A svolgerle è stata la Guardia di Finanza. Le prime ricostruzioni parlano di almeno otto lavoratori coinvolti. Tra questi, sette cittadini cinesi e un pakistano. Uno dei lavoratori era un immigrato irregolare.
Questi operai, secondo quanto emerso, lavoravano in una stireria. La loro attività sarebbe iniziata nel novembre 2023. Non avevano contratti di lavoro regolari. Le condizioni erano di palese sfruttamento. Lavoravano ogni giorno della settimana. Le giornate lavorative duravano 13 ore.
Le pause erano ridotte al minimo. Solo 10 minuti per mangiare. E dovevano farlo rimanendo sul posto di lavoro. Questa situazione è durata per mesi. La procura ha raccolto prove concrete. I dettagli emersi sono allarmanti.
Coinvolto un consulente per la sicurezza italiano
Le indagini hanno interessato anche un professionista italiano. Si tratta di un consulente per la sicurezza. È stato perquisito e risulta indagato. L'accusa nei suoi confronti è di concorso in falso in atto pubblico. Viene anche contestata l'induzione.
Secondo la procura, questo consulente avrebbe agito in modo illecito. Si sarebbe prestato alla creazione di falsi attestati. Questi documenti riguardavano la partecipazione dei lavoratori a corsi di formazione. L'obiettivo era far credere che le prescrizioni fossero rispettate.
In questo modo, i datori di lavoro avrebbero potuto ottenere l'estinzione di un reato contravvenzionale. La procura ha fornito dettagli in una nota ufficiale. La sua collaborazione è stata fondamentale per l'indagine.
Misure cautelari e divieti per gli imprenditori
Il giudice per le indagini preliminari ha disposto misure cautelari. Queste colpiscono in particolare due imprenditori cinesi. Sono considerati i titolari occulti dell'impresa individuale confezione Orchidea. Si tratta di un uomo di 41 anni e una donna di 39 anni. Entrambi provengono dalla provincia dello Zhejiang.
A loro è stato imposto il divieto di dimora nella provincia di Prato. Hanno anche un divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali. Questo divieto dura 12 mesi. Riguarda la gestione di imprese o uffici direttivi.
Le stesse misure interdittive sono state applicate ad altri tre connazionali. Anche loro provengono dalla provincia dello Zhejiang. Si tratta di un uomo di 38 anni. Era l'amministratore formale e legale rappresentante dell'impresa indagata. Ci sono poi un uomo di 69 anni e una donna di 64 anni. Erano collaboratori familiari dei due imprenditori occulti.
La collaborazione di un lavoratore pakistano
La condizione di sfruttamento è emersa grazie a una testimonianza chiave. La procura ha sottolineato l'attiva collaborazione di un lavoratore pakistano. Questo operaio ha denunciato le terribili condizioni di lavoro. Era sottoposto a queste condizioni insieme ad altri tre colleghi.
La sua denuncia ha dato il via a indagini più approfondite. Da febbraio 2025, l'ufficio ha gestito 225 collaborazioni con lavoratori stranieri. Per 103 di questi, è stata richiesta l'emissione del permesso di soggiorno. Questo dimostra l'impegno nel regolarizzare la situazione.
Le autorità continuano a monitorare il settore. L'obiettivo è prevenire e contrastare ogni forma di sfruttamento lavorativo. La tutela dei lavoratori è una priorità assoluta.
Domande frequenti
Cosa è successo a Prato riguardo allo sfruttamento lavorativo?
A Prato sono state eseguite misure cautelari nei confronti di cinque cittadini cinesi per sfruttamento lavorativo, intermediazione illecita e impiego di manodopera clandestina in una stireria. Un consulente italiano è indagato per falso.
Quali erano le condizioni di lavoro denunciate?
I lavoratori, tra cui immigrati irregolari, avrebbero lavorato sette giorni su sette per 13 ore al giorno, con pause minime, senza contratti regolari e in condizioni di sfruttamento.