Un'operazione della Squadra Mobile di Prato ha smantellato una rete criminale legata al traffico di armi clandestine. Arrestato un cittadino cinese di 32 anni, considerato un punto di riferimento per la malavita orientale nella città. L'uomo aveva legami con il noto boss Bobo Jiang.
Arresto e traffico d'armi nel cuore di Prato
La Squadra Mobile di Prato ha eseguito un importante arresto nella giornata di sabato scorso. Un cittadino cinese di 32 anni è finito in manette. Le accuse nei suoi confronti sono pesanti: traffico di armi clandestine e presunto ruolo di leader nella criminalità organizzata di origine cinese nella provincia. L'uomo era già destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Il provvedimento era stato emesso dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della procura. Le indagini hanno collegato il 32enne a gravi episodi criminali avvenuti in precedenza. Tra questi figurano un tentato omicidio e una rapina ai danni di un altro cittadino cinese di 47 anni. Questi fatti risalgono al 19 aprile dello scorso anno.
La vittima della rapina e del tentato omicidio fu trovata ferita gravemente. L'aggressione avvenne all'interno di una camera adibita ad affittacamere. Successivamente, la persona ferita venne abbandonata sanguinante in via Gaetano Meucci. Le indagini successive hanno permesso di ricostruire un tassello fondamentale.
Gli investigatori sono riusciti a collegare il 32enne arrestato alla fornitura dell'arma utilizzata durante l'aggressione. L'autore materiale degli spari è tuttora ricercato dalle forze dell'ordine. La vittima, invece, era già stata arrestata. La sua detenzione era legata a un mandato di arresto europeo emesso dalla Spagna.
Il ruolo del 32enne e i legami con Bobo Jiang
Il procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli, ha commentato l'operazione definendo l'arrestato un vero e proprio «pezzo grosso» della criminalità orientale. Le sue attività illecite avrebbero avuto un'influenza significativa sul territorio pratese. L'uomo sarebbe stato un punto di riferimento per la malavita cinese.
Particolarmente rilevanti sono i legami emersi tra il 32enne e Bobo Jiang. Quest'ultimo è un noto boss della criminalità cinese. Jiang era già evaso dai locali della questura di Prato l'11 luglio 2025. La sua fuga era durata poco più di un mese. Fu infatti ricatturato dalle autorità spagnole a Barcellona il 1° settembre successivo.
Bobo Jiang è stato recentemente condannato. La sentenza, emessa ieri, lo ha riconosciuto colpevole di diversi reati. Tra questi figurano detenzione di stupefacenti, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione di armi. La pena inflitta è di tre anni e sei mesi di reclusione. Su Jiang pende inoltre un secondo procedimento penale.
Questo secondo procedimento riguarda accuse ancora più gravi, come il traffico internazionale di droga e l'evasione. I collegamenti tra i due uomini suggeriscono l'esistenza di una rete criminale ben strutturata e con ramificazioni internazionali. Le indagini mirano ora a fare piena luce su queste connessioni.
Il blitz e il sequestro delle armi
L'arresto del 32enne è avvenuto al termine di un lungo pedinamento. Gli agenti della Squadra Mobile hanno seguito l'uomo per almeno due ore. Il blitz finale è scattato in un terratetto situato in via Curtatone. Questo immobile era ritenuto dagli inquirenti il quartier generale delle attività illecite del sospettato.
All'interno dell'abitazione, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato un vero e proprio arsenale. Sono state trovate tre armi clandestine, pronte all'uso. La prima è una pistola dall'aspetto innocuo, camuffata da penna. La sua particolarità risiede nella cartuccia, con l'ogiva incisa a croce, un dettaglio inquietante.
La seconda arma sequestrata è un'arma a salve. Nonostante fosse priva della molla necessaria al suo corretto funzionamento, la sua presenza solleva interrogativi sulla sua possibile modifica o utilizzo improprio. La terza arma è anch'essa una pistola tattica, simile a una penna, ma di dimensioni maggiori rispetto alla prima.
Il sequestro di queste armi è di fondamentale importanza. Dimostra la capacità del gruppo criminale di procurarsi e detenere strumenti pericolosi. La loro natura clandestina rende ancora più complessa l'attività investigativa. Le forze dell'ordine stanno analizzando ogni dettaglio per risalire alla provenienza delle armi.
Indagini in corso per smantellare la rete
Le indagini non si sono concluse con l'arresto del 32enne. Gli inquirenti della Squadra Mobile di Prato stanno lavorando senza sosta per identificare eventuali complici. L'obiettivo è ricostruire l'intera rete criminale che operava sul territorio.
Si cerca di comprendere la struttura gerarchica, i ruoli di ciascun membro e le modalità operative del gruppo. I legami con Bobo Jiang suggeriscono una possibile connessione con reti criminali più ampie, attive anche a livello internazionale. La procura di Prato coordina le attività investigative.
L'operazione rappresenta un duro colpo inferto al crimine organizzato di matrice cinese nella provincia di Prato. La città, nota per la sua importante comunità cinese, è stata teatro di diverse operazioni di polizia negli ultimi anni volte a contrastare attività illegali. La collaborazione tra diverse forze di polizia e autorità giudiziarie, anche internazionali, si è rivelata cruciale.
La presenza di armi clandestine, alcune delle quali camuffate, evidenzia la pericolosità del gruppo. La polizia invita chiunque avesse informazioni utili a collaborare con le indagini. La lotta alla criminalità organizzata richiede la partecipazione attiva di tutta la cittadinanza. Le autorità garantiscono la massima riservatezza per chi decidesse di fornire elementi utili.