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Un agente di polizia penitenziaria di Prato è stato sospeso per 4 mesi. L'accusa è di aver commesso falsi per giustificare l'uso dell'arma in un precedente episodio. La vicenda coinvolge un tentativo di fuga in ospedale.

Sospensione per agente di polizia penitenziaria

Un provvedimento cautelare di quattro mesi è stato disposto nei confronti di un agente di polizia penitenziaria.

La misura gli impedisce di svolgere le sue mansioni all'interno del Corpo di Polizia Penitenziaria.

L'agente è coinvolto in un episodio accaduto il 16 agosto scorso.

Sparatoria in ospedale a Prato

In quella data, l'agente sparò tre colpi di pistola.

I colpi ferirono un cittadino marocchino di 22 anni.

L'incidente avvenne nella cosiddetta 'camera calda' dell'ospedale di Prato.

Il Giudice per le Indagini Preliminari (gip) di Prato ha emesso l'ordinanza.

La richiesta è arrivata dalla Procura locale.

Accuse di falso e pericolo di reiterazione

Al poliziotto viene contestato il reato di falso.

Il gip ha motivato la decisione evidenziando il pericolo di reiterazione.

Le condotte di falso sono avvenute subito dopo un grave episodio di servizio.

Questi atti sembrano mirare a una rappresentazione alterata dei fatti.

L'obiettivo sarebbe giustificare a posteriori l'uso dell'arma.

Si cerca anche di accreditare circostanze a favore dell'indagato.

L'agente è anche indagato per tentato omicidio.

Tentativo di fuga e arresto

Il cittadino marocchino ferito aveva tentato la fuga dal pronto soccorso.

Era ricoverato per un lieve trauma cranico.

Il trauma era occorso dopo il suo arresto.

L'arresto era avvenuto nei pressi del carcere di Prato.

Il giovane aveva effettuato cinque lanci all'interno del penitenziario.

I lanci consistevano in plichi simili a palle da tennis.

Contenevano circa 600 grammi di hashish.

Erano presenti anche due telefoni cellulari.

La sostanza e i telefoni erano destinati a un detenuto della Georgia.

Il marocchino era anche accusato di resistenza a pubblico ufficiale.

Motivazioni dell'ordinanza

La misura è stata emessa per due delitti di falso.

Questi reati sono stati commessi per ottenere l'impunità.

L'impunità era ricercata rispetto al reato di tentato omicidio.

Quest'ultimo è oggetto di contestazione provvisoria a carico dell'agente.

Il cittadino marocchino, durante il tentativo di fuga, fu colpito da uno dei tre proiettili.