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La Procura di Firenze ha chiesto il massimo della pena per Vasile Frumuzache, accusato di due efferati femminicidi. L'imputato avrebbe agito con premeditazione, senza mostrare rimorsi.

Richiesta di ergastolo per doppio femminicidio

I pubblici ministeri Luca Tescaroli e Leonardo De Gaudio hanno avanzato una richiesta di condanna all'ergastolo. La pena richiesta include 18 mesi di isolamento diurno. La richiesta è stata formulata alla corte d'assise di Firenze. L'imputato è Vasile Frumuzache, un vigilante di origine rumena. È accusato di aver ucciso due donne e occultato i loro corpi. Le vittime sono Maria Denisa Adas Paun, 30 anni, e Ana Maria Andrei, 27 anni. La prima è stata uccisa a Prato nel maggio 2025. La seconda era scomparsa da Montecatini Terme (Pistoia) nell'estate 2024. Anche lei è stata uccisa. I resti delle vittime sono stati ritrovati tempo dopo. Le ricerche di Denisa sono state cruciali. La donna era scomparsa da un residence a Prato. Frumuzache è imputato per entrambi i femminicidi.

Delitti efferati e nessuna attenuante

Il procuratore Tescaroli ha concluso la sua requisitoria. Ha sottolineato la gravità dei crimini commessi. «Non ci sia nessuna attenuante», ha affermato. I fatti descrivono «delitti efferati di speciale gravità». Questi crimini, secondo il procuratore, «deturpano le coscienze di uomini e donne». Ci immergono in un contesto di «istinti primordiali». La logica è quella dell'«homo homini lupus», l'uomo lupo per l'altro uomo. La requisitoria era iniziata dall'altro pm di Prato, Leonardo De Gaudio. Le sue parole hanno evidenziato la brutalità degli atti.

Premeditazione e confessione di convenienza

Secondo l'accusa, Vasile Frumuzache ha agito con premeditazione. Il procuratore Tescaroli lo ha descritto come una persona lucida. «È una persona dotata di lucidità che si sa gestire». È ritenuto «capace di intendere e volere». Per questo motivo, non meriterebbe attenuanti. L'imputato ha confessato le sue responsabilità. Tuttavia, questa confessione è avvenuta solo di fronte a numerose prove. Tescaroli ha definito la confessione «una scelta di convenienza». Non è stata spontanea. È stata funzionale ad evitare la condanna all'ergastolo. La strategia difensiva sembra quindi mirata a ridurre la pena.

Prove schiaccianti contro l'imputato

Il procuratore Tescaroli ha evidenziato l'esistenza di «prove pesanti» a carico dell'ex vigilante. Dopo l'ultimo omicidio, sono stati registrati accessi a siti di escort. Sei di questi accessi sono stati effettuati usando la SIM del cellulare di Denisa. Questo dato collega l'imputato alle vittime. Inoltre, il GPS della Vw Golf di Frumuzache ha tracciato il percorso verso il luogo dell'omicidio di Maria Denisa Adas Paun. L'omicidio è avvenuto la notte tra il 15 e il 16 maggio 2025 a Prato. Il navigatore satellitare ha registrato il viaggio verso il residence. Successivamente, il percorso verso la radura dove la donna, già morta, fu decapitata. La sua testa fu poi bruciata. È in quel luogo che gli investigatori hanno rinvenuto i resti. Frumuzache ha ammesso di aver ucciso Denisa. La sua motivazione sarebbe stata la richiesta di 10.000 euro da parte della donna. Denisa avrebbe minacciato di rivelare il rapporto sessuale alla moglie di Frumuzache. Tuttavia, Tescaroli ha definito la tesi del ricatto «non convincente». Non ha alcun riscontro probatorio. La ricostruzione dell'accusa si basa su elementi concreti.

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