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Due tifosi arrestati dopo una violenta rissa a Pozzuoli. Un 19enne ai domiciliari per aver colpito la vittima, un altro 19enne in carcere. Le indagini proseguono.

Convalida arresti per scontri post-partita

La giudice per le indagini preliminari di Napoli, Ambra Cerabona, ha convalidato due dei cinque arresti eseguiti. Questi provvedimenti riguardano tifosi coinvolti in una rissa. L'episodio è avvenuto domenica scorsa a Pozzuoli. La violenza è scoppiata dopo l'incontro tra Puteolana e Portici. La lite ha portato al grave ferimento di Mario Spedaliere, 34 anni.

La giudice ha convalidato l'arresto di un 19enne. Questo giovane ha confessato di aver colpito la vittima alla testa. L'arma utilizzata era una mazza di legno. Il gesto ha causato la grave ferita per cui Spedaliere è ancora ricoverato. Le sue condizioni sono serie presso l'ospedale Santa Maria delle Grazie.

Per il 19enne che ha confessato, sono stati disposti gli arresti domiciliari. La misura include l'uso del braccialetto elettronico. Questo strumento serve a monitorare i suoi spostamenti.

Dettagli sugli arresti e le indagini

Un altro 19enne, anch'egli tifoso della Puteolana, è stato arrestato. La sua detenzione è stata convalidata e disposta in carcere. Invece, non sono stati convalidati gli arresti per altri tre maggiorenni. Tra questi vi era un 38enne tifoso del Portici. Quest'ultimo è amico della vittima, Spedaliere.

Il 38enne ha precedenti specifici. La sua difesa è stata curata dall'avvocato Emilio Coppola. Le indagini suggeriscono che il 38enne non fosse presente sulla scena della rissa. Anche il suo legale ha sostenuto questa tesi.

La giudice non ha trovato sufficienti prove per l'identificazione o la partecipazione agli scontri. Questo vale anche per altri due indagati. Si tratta di un 19enne, difeso dagli avvocati Leopoldo Perone e Simone Grossi. E di un 18enne, assistito dall'avvocato Alessandro Orabona.

Le dichiarazioni e le prove raccolte

Il 19enne ora ai domiciliari ha parlato durante l'interrogatorio di garanzia. Ha ammesso di essere la persona ripresa dalle telecamere di una pizzeria. Le immagini sono state acquisite dagli investigatori. Tuttavia, ha negato di aver partecipato attivamente alla rissa.

Ha dichiarato di essere passato sul luogo degli scontri per caso. Stava tornando a casa e quella era la strada obbligata. Ha affermato di essere fuggito appena compreso cosa stesse accadendo. La sua versione è stata ascoltata dalla giudice.

Nel suo provvedimento, la gip ha evidenziato la «volontà vicendevole» dei due gruppi di tifosi. L'obiettivo era «attentare all'altrui incolumità personale». La rissa ha portato al grave ferimento di Mario Spedaliere. Non ci sono dubbi sulla partecipazione dei due 19enni arrestati.

Per il ragazzo che ha colpito Spedaliere, sono stati disposti i domiciliari. La detenzione in cella è impraticabile per le sue condizioni di salute. Le telecamere di una pizzeria e di una caserma della Guardia di Finanza hanno incastrato il 19enne. Il giovane ha ribadito di aver colpito Spedaliere con una mazza. Ha sostenuto che la vittima lo minacciava con un coltello. Questa circostanza, però, non ha trovato riscontri.

Accuse e precedenti

La gip ha ritenuto sussistente un «solido e grave quadro indiziario» per i due 19enni. Le accuse sono di rissa aggravata e tentato omicidio in concorso. È stato anche ritenuto sussistente il pericolo di reiterazione del reato. Il 19enne che ha colpito Spedaliere ha precedenti recenti. È stato condannato per violenza sessuale su minore, pornografia e minaccia.

Le indagini continuano per chiarire il ruolo di tutti i partecipanti alla violenta aggressione. La giustizia mira a fare piena luce sull'accaduto.

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