Piero Lacorazza del PD critica duramente la gestione della sanità in Basilicata, accusando l'assessore Latronico e il centrodestra di sottrarsi alle proprie responsabilità. La riorganizzazione territoriale e la continuità assistenziale sono al centro delle preoccupazioni.
Critiche alla gestione della sanità lucana
L'assessore regionale alla sanità, Cosimo Latronico, è stato accusato di giocare a nascondino. I cittadini, gli amministratori locali e il personale sanitario hanno identificato i problemi. Ora è il momento che la politica si assuma le proprie responsabilità. Non ci sono più scuse per nascondersi dietro decisioni tecniche o burocratiche. La situazione di affanno della sanità è nota a tutti. Non bastano più richiami generici alla complessità del settore. Conosciamo bene le problematiche e i dati a disposizione. È ora di agire concretamente.
Queste sono le parole del capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza. Egli ha espresso la sua forte preoccupazione riguardo alla gestione attuale del sistema sanitario regionale. La sua nota sottolinea un presunto disimpegno della politica di fronte a sfide cruciali.
Politica assente nella riorganizzazione sanitaria
È necessario comunicare la verità ai cittadini, agli amministratori locali, alle associazioni e al personale sanitario. La politica si è defilata e continua a farlo. Questo è il messaggio lanciato da Lacorazza. Il riferimento è diretto al Governo regionale, all'assessore Latronico e alla maggioranza che lo supporta. La riorganizzazione della medicina territoriale e il mantenimento della continuità assistenziale erano eventi prevedibili. Le direttive nazionali, come il Dm 77/2022, e gli obiettivi del Pnrr per le Case e gli Ospedali di Comunità, insieme alla Dgr 600/2024, non sono novità recenti. Tuttavia, questi elementi avranno impatti significativi entro l'anno in corso. L'assessore regionale, solitamente prolifico di comunicati e apparizioni pubbliche, sembra aver scelto il silenzio. Si trincera dietro presunte scelte aziendali e gestionali, una tattica che Lacorazza respinge fermamente.
Appello alla responsabilità politica
Per i consiglieri regionali, specialmente quelli di maggioranza, è imbarazzante discutere di un Piano Sanitario apparentemente scollegato dalla realtà. Mentre sulla terra si verificano eventi concreti, si preferisce parlare di piani lontani. La posizione di molti sembra limitarsi a un laconico «l'avevamo detto», corredato da documentazione a supporto. Si sottolinea come ci fosse ancora tempo per intervenire. Era possibile, rispettando le funzioni di pianificazione e programmazione del Consiglio regionale, garantire partecipazione e un governo effettivo della riorganizzazione in corso. La scelta di un percorso diverso, secondo il capogruppo del Pd, impone ora di assumersi le proprie responsabilità. È fondamentale mettere la faccia e abbandonare ogni tentativo di nascondersi. La trasparenza e l'assunzione di responsabilità sono essenziali per la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario.
Domande frequenti sulla sanità in Basilicata
Quali sono le principali critiche mosse da Piero Lacorazza alla gestione sanitaria in Basilicata?
Piero Lacorazza critica l'assessore Latronico e il centrodestra per essersi nascosti e sottratti alle proprie responsabilità nella gestione della sanità. Accusa la politica di assenza nella riorganizzazione territoriale e nella continuità assistenziale, preferendo delegare decisioni a tecnici e burocrati anziché assumersi direttamente la guida e la responsabilità delle scelte.
Cosa prevede il Dm 77/2022 e come si collega alla situazione sanitaria lucana secondo Lacorazza?
Il Dm 77/2022 è una normativa nazionale che disciplina la riorganizzazione della medicina territoriale. Secondo Lacorazza, questa direttiva, insieme agli obiettivi del Pnrr per Case e Ospedali di Comunità e alla Dgr 600/2024, sono elementi chiave che determinano gli impatti sulla sanità lucana. L'assessore Latronico viene criticato per non aver affrontato proattivamente queste direttive, nascondendosi dietro scelte gestionali invece di guidare politicamente il processo.