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A Potenza si registra un clima di forte tensione tra il primo cittadino e l'arcivescovo. L'assenza del Comune alla processione del Corpus Domini segna un nuovo capitolo di attrito tra le istituzioni civili e religiose.

Scontro istituzionale dopo le celebrazioni patronali

Una battuta udita nel centro storico di Potenza descrive bene la situazione. Si parla di un'atmosfera tesa tra il sindaco Vincenzo Telesca e l'arcivescovo Davide Carbonaro. La tensione è cresciuta negli ultimi giorni. Tutto è iniziato in concomitanza con la festa patronale di San Gerardo, il 30 maggio. L'ultimo episodio riguarda la mancata partecipazione del Comune alla processione del Corpus Domini. Tradizionalmente, questa processione si tiene a Potenza il giovedì precedente la solennità.

Il sindaco non ha preso parte alla processione con la fascia tricolore. Anche il Gonfalone della Città era assente. Alcuni assessori e consiglieri comunali hanno partecipato. Tuttavia, hanno agito a titolo personale. Nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata dal Municipio. Sembra che questa assenza sia una risposta a quanto accaduto il 29 maggio. In quella serata, si è svolta la Storica Parata dei Turchi. L'evento ha visto la partecipazione di circa 1.100 figuranti e decine di migliaia di persone.

Le ragioni della discordia: la Parata dei Turchi

La Parata dei Turchi rappresenta il culmine delle celebrazioni civili per la festa patronale. Negli anni passati, la conclusione della parata avveniva vicino alla Cattedrale. Lì, l'arcivescovo o un rappresentante della Curia impartiva una preghiera e una benedizione. Nell'edizione del 2026, questo momento non c'è stato. L'assenza ha generato molte polemiche sui social media. Anche tra i figuranti si sono levate critiche. Particolarmente delusi sono stati i membri dell'Associazione dei Portatori del Santo. Loro chiudono la parata portando il 'Tempietto' di San Gerardo.

L'arcivescovo Carbonaro, arrivato a Potenza da poco più di un anno, aveva partecipato alla chiusura dei 'Turchi' l'anno precedente. Il giorno successivo, il 30 maggio, durante la Santa Messa in onore di San Gerardo, non ha fatto riferimento diretto alle polemiche sulla Parata. Non ha neanche toccato il tema dell'abuso di alcol tra i giovani. Questo è un argomento discusso solitamente nei giorni precedenti la festa patronale.

Le parole dell'arcivescovo e l'attesa per il futuro

Durante l'omelia, l'arcivescovo ha affermato che ricordare San Gerardo non significa celebrare una vuota 'tradizione identitaria'. Ha sottolineato che una tale tradizione, che parte da noi e si riferisce a un'immagine evanescente del Santo, è priva di sostanza. Ha aggiunto che questa immagine è staccata dalla 'sana dottrina'. Viene sostituita dal desiderio di svago, seppur legittimo. Le parole dell'arcivescovo hanno probabilmente innescato ulteriori reazioni.

In attesa dell'edizione 2027 della festa patronale, i cittadini di Potenza si preparano a un nuovo capitolo. Potrebbe trattarsi di un nuovo scontro pubblico tra le istituzioni. La situazione ricorda le dinamiche tra Don Camillo e Peppone. La comunità locale osserva con attenzione gli sviluppi. La relazione tra il potere civile e quello religioso in città è sotto i riflettori. Le prossime celebrazioni saranno un banco di prova per la riconciliazione.