La casa domotica di Potenza, destinata all'autonomia di persone con disabilità, è al centro di un'interrogazione regionale. Dopo essere stata liberata da occupanti abusivi, si chiede quali siano i piani per il suo ripristino e la riattivazione dei servizi.
Futuro casa domotica Potenza al centro di interrogazione
Il consigliere regionale del Partito Democratico, Piero Marrese, ha formalizzato un'interrogazione. L'obiettivo è ottenere risposte chiare sul destino della Casa Domotica. Questa struttura si trova in Via Mallet, nel quartiere Bucaletto di Potenza. L'edificio era stato concepito per supportare l'autonomia di persone con disabilità. Il progetto rientrava nella legge sul 'Dopo di Noi'.
La struttura era stata occupata illegalmente per un lungo periodo. L'occupazione abusiva è durata ben 1.266 giorni. Recentemente, l'immobile è stato restituito all'Ater, l'ente proprietario. Ora si teme che il patrimonio sociale rimanga inutilizzato. Esiste anche il rischio di nuove occupazioni abusive.
Richieste di chiarimenti alla Regione Basilicata
Per scongiurare questi pericoli, Marrese ha posto quesiti precisi. Ha interpellato direttamente il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore competente. La prima richiesta riguarda i tempi per la cessione del sito domotico. Il Comune di Potenza aveva già richiesto la cessione nel lontano 2011. Si chiede anche quando inizierà l'affidamento della gestione. L'obiettivo è rendere la struttura pienamente operativa.
L'interrogazione punta a conoscere le risorse finanziarie. La Regione Basilicata intende destinare fondi specifici? Si fa riferimento anche ai fondi previsti dalla Legge 112/2016. Questi fondi sono destinati al progetto 'Dopo di Noi'. Serviranno per il ripristino degli spazi. Saranno utili anche per le attrezzature e gli arredi danneggiati. L'intento è garantire la piena funzionalità della struttura.
Conferma missione originaria e nuovi servizi
È fondamentale, secondo il consigliere, sapere se la Regione confermerà la missione originaria. La Casa Domotica è nata per un preciso scopo sociale. Si chiede quali servizi concreti verranno attivati. Quali attività e percorsi di autonomia saranno offerti? La domanda si rivolge specificamente a favore delle persone con disabilità. La chiarezza su questi punti è considerata essenziale per il futuro della struttura.
La restituzione all'Ater segna un punto di svolta. Ora la palla passa alla Regione. Le risposte all'interrogazione saranno cruciali. Determineranno se la Casa Domotica potrà finalmente svolgere il suo ruolo. La comunità locale attende con speranza un esito positivo. La struttura rappresenta un'opportunità importante per l'inclusione sociale. Il suo pieno funzionamento è atteso da tempo.
La vicenda evidenzia le sfide nella gestione del patrimonio pubblico. Soprattutto quando destinato a fasce vulnerabili della popolazione. La collaborazione tra enti locali e regionali è fondamentale. Solo così si possono superare ostacoli burocratici e operativi. La Casa Domotica di Potenza potrebbe diventare un modello. Un esempio di come supportare l'autonomia e la dignità delle persone con disabilità.
L'interrogazione di Marrese mira a portare trasparenza. Vuole garantire che questo bene pubblico venga valorizzato. Non deve più essere oggetto di incuria o sfruttamento. La legge 'Dopo di Noi' offre un quadro normativo solido. Ora serve l'impegno concreto della Regione Basilicata. Per trasformare le intenzioni in azioni concrete. E restituire alla comunità un servizio essenziale.