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Un'educatrice di Potenza, precedentemente indagata per presunti maltrattamenti su minori, è stata reintegrata in servizio presso un asilo. Tuttavia, per evitare contatti con i bambini, è stata assegnata a mansioni amministrative. L'accordo pone fine alle proteste dei genitori.

Educatrice reintegrata dopo indagini per maltrattamenti

Una vicenda complessa si è conclusa a Potenza. Un'educatrice, precedentemente al centro di un'indagine per presunti maltrattamenti sui bambini di un asilo nido, è rientrata in servizio. La Cooperativa "Il Melograno - Servizi per la prima infanzia" ha raggiunto un accordo con i genitori. L'educatrice non avrà più contatti diretti con i piccoli. La sua nuova mansione sarà all'interno degli uffici amministrativi della struttura.

Il provvedimento di sospensione dall'attività, emesso dalla Procura della Repubblica di Potenza, era scaduto. L'educatrice era tornata in servizio lo scorso lunedì 26 ottobre. Questo ritorno aveva generato preoccupazione tra le famiglie. Le proteste dei giorni precedenti avevano portato alcuni genitori a decidere di non mandare i propri figli a scuola. L'obiettivo era evitare qualsiasi contatto con la professionista.

La decisione di riassegnare l'educatrice agli uffici è il risultato di un'intensa giornata di incontri. Le riunioni hanno coinvolto i rappresentanti della cooperativa e quelli dei genitori. È stato redatto un verbale di accordo che pone fine alle tensioni. Questo accordo chiude definitivamente le proteste che avevano caratterizzato i giorni scorsi.

Indagini e denunce nell'asilo di Potenza

Le indagini hanno preso avvio in una delle due strutture gestite dalla cooperativa. Tra il 2024 e il 2025, la Procura ha raccolto segnalazioni. Una dipendente aveva presentato una denuncia. Le verifiche hanno portato all'accertamento di diversi casi di presunti maltrattamenti. Le vittime sarebbero state 36 bambini. Cinque persone sono risultate indagate nell'ambito dell'inchiesta.

Tra gli indagati figuravano tre maestre. Queste erano state sospese dall'insegnamento per un periodo di 12 mesi. Due di loro avevano ottenuto l'aspettativa. La terza maestra, invece, era rientrata al lavoro. Questo rientro è avvenuto allo scadere della misura cautelare interdittiva. La situazione era in attesa di una richiesta di rinvio a giudizio o di un'archiviazione.

La cooperativa ha sottolineato l'importanza del confronto. Ha evidenziato la collaborazione instauratasi tra le parti. La nota della cooperativa ha messo in risalto l'assenza dell'amministrazione comunale durante questi incontri. Questo aspetto ha generato una replica da parte del sindaco.

Il ruolo del Comune e la mediazione

Il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, ha risposto alle dichiarazioni della cooperativa. Ha affermato di aver convocato le parti in causa il giovedì precedente. Tuttavia, nessuno si sarebbe presentato all'appuntamento. Il sindaco ha poi ricevuto un invito per il giorno seguente. Purtroppo, era già impegnato per altri impegni. Ha chiesto un rinvio dell'incontro, ma senza successo.

Nonostante le difficoltà, il primo cittadino ha cercato di abbassare i toni della polemica politica. Ha dichiarato che l'amministrazione ha cercato di mediare. Lo ha fatto anche attraverso i propri dirigenti. L'obiettivo principale era raggiungere un risultato positivo per la situazione. Il sindaco ha espresso soddisfazione per l'esito raggiunto.

La Presidente della Cooperativa, Domenica Ciccarelli, ha ribadito il ruolo centrale della cooperativa e dei genitori. Ha sottolineato che l'accordo è stato voluto e costruito esclusivamente da loro. L'intesa mira a restituire serenità. Sia alle famiglie che al personale della cooperativa. Questo permetterà di proseguire nel percorso educativo. La cooperativa si impegna a tutelare i minori in modo prioritario e incondizionato.

Trasparenza e legalità come priorità

L'avvocato della Cooperativa, Loredana Satriani, ha commentato l'accordo. Ha affermato che «a vincere è stata la ragione». Ha ribadito l'impegno della Cooperativa Il Melograno. Questa si impegna a tutelare sempre i minori. La tutela è prioritaria e incondizionata. La cooperativa continuerà a operare nel rigoroso rispetto della trasparenza e della legalità. Questo principio guida ogni azione dell'organizzazione.

La situazione a Potenza evidenzia la delicatezza della gestione di casi che coinvolgono minori. La collaborazione tra istituzioni, cooperative e famiglie è fondamentale. La ricerca di soluzioni che garantiscano la sicurezza dei bambini e il rispetto dei diritti di tutti gli attori è essenziale. L'accordo raggiunto rappresenta un passo importante verso la normalizzazione della situazione nell'asilo nido.

La comunità di Potenza ha seguito con attenzione gli sviluppi di questa vicenda. Le proteste dei genitori hanno messo in luce la loro forte preoccupazione per il benessere dei propri figli. La decisione di assegnare l'educatrice a compiti amministrativi sembra aver placato gli animi. La cooperativa ha dimostrato flessibilità nel trovare una soluzione condivisa. Questo caso sottolinea l'importanza di protocolli chiari e trasparenti per la gestione di situazioni delicate nel settore educativo.

La regione Basilicata è attenta a queste dinamiche. La tutela dei più piccoli è una priorità assoluta. Le indagini condotte dalla Procura hanno seguito il loro corso. Ora, con l'accordo raggiunto, si cerca di voltare pagina. La cooperativa si prepara a continuare la sua attività. Mantenendo sempre alta l'attenzione sulla qualità dei servizi offerti. E sulla sicurezza dei bambini affidati alle sue cure. La trasparenza invocata dall'avvocato Satriani sarà la chiave per riconquistare pienamente la fiducia della comunità.