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A Montemilone, la Polizia Locale ora combatte attivamente le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale. L'iniziativa mira a estendere la tutela alle persone LGBTQIA+ in assenza di una legge nazionale specifica.

Nuovo regolamento tutela persone LGBTQIA+

Il comune di Montemilone, situato in provincia di Potenza, ha introdotto una significativa modifica al regolamento della Polizia Locale. L'obiettivo è contrastare le discriminazioni legate all'orientamento sessuale. La consigliera comunale Lucia Laguardia, del Gruppo Misto, ha promosso l'aggiornamento. La proposta modifica l'articolo 34, comma 4, e l'articolo 54, comma 1. La dicitura esistente "discriminazione in base al sesso" è stata ampliata. Ora include "discriminazione basata sull'orientamento sessuale".

Questo cambiamento chiarisce il ruolo degli agenti. Essi sono ora esplicitamente incaricati di combattere le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale. La misura mira a rafforzare la tutela dei diritti delle persone LGBTQIA+. L'iniziativa locale cerca di colmare un vuoto normativo nazionale. La consigliera Laguardia ha sottolineato l'urgenza di tali provvedimenti.

L'appello della consigliera Laguardia

La consigliera Lucia Laguardia ha evidenziato la situazione italiana. «In Italia purtroppo siamo molto in ritardo nella tutela dei diritti delle persone LGBTQIA+», ha dichiarato. Ha aggiunto che «non c'è ancora una legge nazionale che sanzioni i crimini legati all'orientamento sessuale e all'identità di genere». Per questo motivo, ha definito «urgente fare tutto il possibile per raggiungere questo obiettivo». L'intento è «difendere le persone e cambiare la mentalità» diffusa. La consigliera ha citato dati preoccupanti. «Da maggio 2024 a maggio 2025 si sono registrati 110 episodi di omolesbotransfobia», ha affermato. Questo dato è considerato «impressionante».

Questi numeri evidenziano la necessità di politiche concrete. La formazione delle forze dell'ordine è vista come un passo fondamentale. L'azione di Montemilone vuole essere un esempio. L'obiettivo è ispirare altri comuni italiani ad adottare misure simili. La consigliera ha espresso preoccupazione per la situazione attuale. «Viviamo tempi di regressione culturale e sociale», ha osservato. Tuttavia, ha esortato a non cedere alla chiusura. Ha invitato invece a «lottare soprattutto per chi ancora non ha tutti gli strumenti e le tutele legali per difendersi».

Un modello per altre amministrazioni

L'aggiornamento del regolamento della Polizia Locale di Montemilone rappresenta un passo avanti. La modifica mira a garantire una maggiore protezione alle persone LGBTQIA+. Questo avviene in un contesto nazionale privo di una legge specifica. La consigliera Laguardia ha posto l'accento sulla responsabilità dei singoli comuni. Essi possono e devono fungere da apripista. L'iniziativa mira a promuovere una cultura dell'inclusione e del rispetto. La lotta contro ogni forma di discriminazione è una priorità. L'azione di Montemilone vuole dimostrare che è possibile intervenire concretamente.

La consigliera ha sottolineato come la mancanza di una legge nazionale non debba essere un ostacolo. Al contrario, deve stimolare azioni locali. La formazione degli agenti di Polizia Locale è cruciale. Essa assicura che siano preparati ad affrontare situazioni di discriminazione. L'obiettivo è creare un ambiente più sicuro e accogliente per tutti i cittadini. L'esperienza di Montemilone potrebbe aprire la strada a cambiamenti più ampi. La speranza è che altri comuni seguano questo esempio virtuoso. La difesa dei diritti delle minoranze è un impegno collettivo. La consigliera Laguardia ha ribadito la sua determinazione. L'azione intrapresa è un segnale forte. Dimostra che anche a livello locale si possono attuare politiche inclusive. Queste politiche sono essenziali per una società più giusta ed equa.

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