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L'Imu nel 2026 si profila più costosa a Matera rispetto a Potenza, secondo un'analisi Uil. Le differenze emergono sia per le seconde case che per le abitazioni di lusso, evidenziando disparità fiscali locali.

Imposte immobiliari a confronto tra Matera e Potenza

Le imposte sulla casa mostrano marcate differenze tra le principali città lucane. Per una tipica seconda abitazione, l'acconto Imu nel 2026 a Matera raggiungerà i 326 euro. Il costo annuale totale si attesta sui 653 euro. Un garage, nello stesso comune, comporterà un acconto di 33 euro.

A Potenza, la situazione appare leggermente più favorevole. L'acconto Imu per una seconda casa è fissato a 303 euro. Il totale annuo previsto è di 606 euro. Questi dati provengono da uno studio condotto dal Dipartimento Stato Sociale, Politiche Economiche, Fiscali e Previdenziali, Mezzogiorno e Immigrazione della Uil.

L'indagine ha messo in luce come cittadini con patrimoni immobiliari simili affrontino tassazioni molto diverse. La disparità dipende esclusivamente dal comune di ubicazione dell'immobile. L'Italia presenta quindi un quadro fiscale immobiliare frammentato.

Abitazioni di lusso: il divario si accentua

Il confronto si estende anche alle abitazioni principali di lusso. Queste includono le categorie catastali A/1, A/8 e A/9. A Matera, l'acconto Imu per queste proprietà ammonta a 380 euro. L'esborso annuale complessivo arriva a 760 euro.

In contrasto, a Potenza, l'acconto per le medesime categorie di immobili è inferiore. Si ferma a 279 euro. Il totale annuo previsto è di 559 euro. La differenza di carico fiscale è quindi significativa.

Questi numeri evidenziano una notevole disomogeneità nel sistema di tassazione immobiliare. La Uil Basilicata sottolinea come questo sistema presenti ancora forti elementi di disomogeneità. La situazione è stata commentata dal segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli.

La Uil chiede un sistema fiscale più equo

Vincenzo Tortorelli ha dichiarato che questi dati dimostrano la persistente disomogeneità nell'imposizione immobiliare. Pur comprendendo le difficoltà finanziarie dei comuni, la necessità di garantire servizi essenziali è chiara. Tuttavia, non si può ignorare che il peso fiscale gravi spesso su famiglie, lavoratori e pensionati. La critica è rivolta alla distribuzione iniqua del carico fiscale.

L'obiettivo, secondo la Uil, dovrebbe essere la costruzione di un sistema fiscale più giusto. Tale sistema dovrebbe assicurare ai comuni le risorse necessarie. L'obiettivo è garantire servizi pubblici efficienti e di qualità. Questo deve avvenire senza scaricare in modo sproporzionato il peso delle entrate locali su categorie specifiche. Lavoratori, pensionati e famiglie non dovrebbero essere gli unici a sostenere queste uscite.

La richiesta è quindi quella di una revisione delle politiche fiscali locali. Si auspica una maggiore equità nella distribuzione del carico tributario. La trasparenza sui criteri di calcolo dell'Imu è fondamentale per i cittadini. La Uil si impegna a monitorare la situazione.

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