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Un'esposizione fotografica a Bari celebra le "Maschere antropomorfe lucane", svelando tradizioni millenarie e simboli ancestrali della Basilicata. L'evento si terrà al Castello di Sannicandro.

Mostra fotografica svela le maschere lucane

L'associazione Photo Digital Puglia, insieme al gruppo Scatto Lucano, ha organizzato un'esposizione di notevole interesse culturale. L'evento, intitolato «Maschere antropomorfe lucane», promette un'esperienza visiva profonda. Il percorso espositivo si propone di esplorare l'essenza più autentica della regione Basilicata. Attraverso le immagini, si narra una storia ricca di volti significativi. Vengono presentati simboli antichi e momenti di quiete ancestrale. Le maschere diventano protagoniste, rappresentando la memoria viva di pratiche rituali. Queste tradizioni sono strettamente connesse alla terra e al trascorrere del tempo.

Le figure esposte evocano un legame potente tra il mondo reale e quello mitologico. Esse simboleggiano il rinnovamento della natura. Rappresentano anche la fertilità dei terreni e il tradizionale allontanamento della stagione invernale. L'esposizione raccoglie contributi visivi di numerosi artisti. Tra questi figurano Claudio Bernardi, Domenico Belfiore e Rino Biccario. Partecipano anche Mario Bruno Liccese, Maddalena Cometa e Diana Cimino. Altri fotografi presenti sono Angela Demma, Isa De Santis e Anna Lisi. Completano il gruppo Porzia Loiacono, Rino Maggipinto e Rosa Corniola. Non mancano gli scatti di Emmanuele Nitti, Matteo Pappadopoli e Rossella Persia. Infine, sono inclusi i lavori di Sonia Pistoia, Nicola Tafuno, Gino Rutigliani, Angelo Tedeschi e Stefano Giuseppe Paradiso. Ognuno di loro porta una prospettiva unica su questo patrimonio culturale.

Castello di Sannicandro ospita l'evento

L'importante rassegna artistica troverà spazio presso il suggestivo Castello di Sannicandro. Questa storica location si trova nel comune di Sannicandro di Bari. La mostra sarà aperta al pubblico per un'intera settimana. Nello specifico, l'evento si svolgerà dall'11 al 17 aprile 2026. L'iniziativa gode del sostegno di diverse istituzioni. Tra queste spiccano la Regione Basilicata e le Province di Potenza e Matera. Anche i Comuni di Aliano, Montescaglioso, Satriano di Lucania, Teana, Tricarico e Sannicandro di Bari hanno concesso il loro patrocinio. Un ruolo fondamentale è svolto anche dalla Pro Loco di Sannicandro di Bari e dalla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche). La collaborazione tra questi enti sottolinea l'importanza culturale dell'evento.

L'inaugurazione ufficiale è fissata per sabato 11 aprile. L'appuntamento è alle ore 18:00. Durante la cerimonia di apertura, interverrà l'antropologo Giuseppe Melillo. Egli offrirà una lettura approfondita del significato delle maschere. Per arricchire ulteriormente l'esperienza, saranno esposte maschere lucane originali. Queste saranno presentate indossate da figuranti in abiti tradizionali. Questo permetterà ai visitatori di immergersi completamente nell'atmosfera dei riti rappresentati. La mostra offrirà un'opportunità unica per comprendere la profondità di queste espressioni culturali.

Orari e itinerario della mostra

La mostra «Maschere antropomorfe lucane» sarà accessibile ai visitatori con un orario definito. Sarà possibile ammirare le opere ogni giorno. Gli orari di visita sono suddivisi in due fasce. La mattina, l'esposizione sarà aperta dalle 10:00 alle 12:00. Nel pomeriggio, gli orari di apertura saranno dalle 17:00 alle 20:00. Dopo la tappa iniziale a Sannicandro di Bari, la mostra non si concluderà. Al contrario, intraprenderà un percorso itinerante. Questo tour la porterà attraverso diverse località tra la Puglia e la Basilicata. L'obiettivo è diffondere la conoscenza di questo patrimonio culturale su un territorio più ampio. La locandina dell'evento, contenente tutti i dettagli specifici, sarà resa disponibile per fornire ulteriori informazioni. L'iniziativa rappresenta un importante ponte culturale tra le due regioni.

Le maschere antropomorfe lucane sono espressione di un profondo legame con la terra. Esse incarnano riti propiziatori legati ai cicli agricoli e alle stagioni. La loro origine si perde nella notte dei tempi. Sono testimonianza di un sapere antico, tramandato oralmente e attraverso le pratiche comunitarie. La loro funzione era spesso legata alla purificazione e al rinnovamento. Potevano servire a scacciare gli spiriti maligni o a celebrare la fertilità. Ogni maschera possiede un suo linguaggio simbolico. I materiali utilizzati, le decorazioni e le forme raccontano storie di comunità specifiche. La mostra fotografica cattura questi dettagli, rendendoli accessibili a un pubblico moderno. L'interpretazione fotografica aggiunge un ulteriore livello di lettura. Gli scatti d'autore mettono in risalto la potenza espressiva di questi manufatti.

La scelta di esporre queste maschere a Bari, e in particolare a Sannicandro, non è casuale. Si tratta di un'operazione di valorizzazione che mira a far conoscere il patrimonio culturale della Basilicata anche al di fuori dei suoi confini regionali. La vicinanza geografica tra le due regioni facilita questo scambio. L'associazione Photo Digital Puglia e il gruppo Scatto Lucano hanno lavorato per creare un allestimento che fosse non solo informativo, ma anche emozionante. L'obiettivo è quello di stimolare la curiosità e l'interesse verso le tradizioni meno conosciute del Sud Italia. La presenza dell'antropologo Giuseppe Melillo all'inaugurazione garantisce un contesto scientifico e accademico di alto livello. La sua presenza sottolinea la serietà e l'importanza dell'iniziativa.

Il percorso itinerante previsto dopo la tappa barese è un elemento chiave della strategia di diffusione. Permetterà a un numero maggiore di persone di entrare in contatto con queste espressioni artistiche e culturali. Le maschere antropomorfe sono un patrimonio immateriale di grande valore. La loro conservazione e valorizzazione sono essenziali per mantenere viva la memoria storica e identitaria delle comunità lucane. La mostra fotografica rappresenta un modo contemporaneo ed efficace per raggiungere questo scopo. Le immagini, infatti, hanno la capacità di superare le barriere linguistiche e culturali. Esse parlano direttamente all'osservatore, suscitando emozioni e riflessioni. La mostra è un invito a riscoprire le radici profonde della cultura italiana.

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