Le consigliere regionali M5S Basilicata esprimono preoccupazione per l'addestramento al tiro organizzato da "Futuro Nazionale" a Tolve, sollevando dubbi sul messaggio politico veicolato.
Critiche all'addestramento al tiro di "Futuro Nazionale"
Un partito che addestra i propri iscritti al tiro si avvicina a un confine che la Repubblica ha voluto ben visibile. Questa la ferma posizione delle consigliere regionali lucane del Movimento cinque stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri.
Le due esponenti pentastellate commentano un'iniziativa di Futuro Nazionale. L'evento si è svolto in un poligono di tiro situato a Tolve, in provincia di Potenza. L'iniziativa ha suscitato notevoli perplessità.
Dubbi sul messaggio politico veicolato
Il comunicato di presentazione dell'evento parlava di disciplina, sicurezza e responsabilità. Il responsabile regionale di Futuro Nazionale aveva assicurato di non voler trasformare un tema serio in folklore. Le consigliere Araneo e Verri hanno letto queste parole con attenzione. Tuttavia, non si sono sentite tranquillizzate.
Il problema, secondo loro, risiede in ciò che viene dato per scontato. Imparare a maneggiare un'arma in sicurezza è un'attività lecita. Esistono sedi, istruttori e federazioni sportive dedicate in Italia.
La situazione cambia radicalmente quando è un partito politico a organizzarla. Soprattutto se il proprio simbolo compare sul premio finale. In questo caso, la pistola entra nell'identità di una forza politica. Diventa un elemento condiviso dai militanti, al pari di un programma politico.
Principi costituzionali e sicurezza pubblica
I costituenti italiani avevano ben presente cosa accade quando partiti e armi si confondono. L'articolo 18 della Costituzione proibisce le associazioni che perseguono scopi politici tramite organizzazioni di carattere militare. Nessuno sostiene che una mattinata al poligono rientri direttamente in questa norma.
Tuttavia, la norma esprime un principio che va oltre il suo perimetro. In una democrazia, la forza armata appartiene allo Stato. I partiti concorrono alla vita del Paese con il metodo democratico, come richiesto dall'articolo 49 della Costituzione.
La pistola come simbolo di difesa personale
La giornata organizzata a Tolve era dedicata all'arma corta, la pistola. Questo è lo strumento comunemente associato alla difesa personale. Al di là delle intenzioni dichiarate, il messaggio che passa è che la sicurezza sia una responsabilità individuale.
L'ordinamento italiano afferma il contrario. La Corte Costituzionale lo ha ribadito con la sentenza n. 33 del 2026. Il porto d'armi non è un diritto assoluto, ma un'eccezione a un divieto generale. Le armi mettono in gioco la vita umana e l'incolumità pubblica.
Questi sono beni che lo Stato ha il dovere di tutelare. Una cultura politica che presenta la familiarità con la pistola come una virtù civile rovescia questo rapporto fondamentale. Le consigliere Araneo e Verri ritengono che questa iniziativa possa avere implicazioni negative sulla percezione della sicurezza e del ruolo dello Stato.
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