La Basilicata è colpita da una profonda crisi lavorativa con contratti precari e un Pil sotto la media europea. La Uil chiede interventi urgenti per evitare l'isolamento industriale.
Allarme crisi lavorativa in Basilicata
La Basilicata rischia di scomparire dal panorama industriale italiano. Questa è la dura constatazione del segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli. Le sue parole sono giunte in apertura del quarto congresso regionale della Uilm. L'intervento ha delineato un quadro preoccupante per il futuro della regione.
La situazione attuale non è una semplice flessione temporanea. Si tratta, infatti, di una vera e propria crisi strutturale. Le statistiche presentate evidenziano criticità profonde. Oltre il 70% delle nuove assunzioni avviene con contratti a tempo determinato. Questo dato sottolinea la precarietà diffusa nel mercato del lavoro locale.
Dati allarmanti sul lavoro e Pil
Nel solo anno 2025, sono state registrate più di 24 milioni di ore di ricorso agli ammortizzatori sociali. In alcune aree, gli incrementi hanno superato il 200%. Questi numeri indicano una sofferenza diffusa tra le imprese e i lavoratori. Il Prodotto Interno Lordo regionale si attesta al di sotto del 75% della media europea. Questo divario evidenzia un ritardo significativo nello sviluppo economico.
Il segretario Tortorelli ha poi toccato altri punti critici. Molte aree industriali risultano difficilmente accessibili. Mancano collegamenti adeguati con le principali reti di trasporto nazionali. Questo isolamento logistico penalizza ulteriormente le aziende lucane. Inoltre, è inaccettabile che una regione produttrice di energia veda le proprie imprese pagare tariffe più alte rispetto ad altre zone del Paese.
Il lavoro come fulcro del futuro
Il tema centrale rimane indiscutibilmente il lavoro. Se questo è precario e sottopagato, i giovani saranno costretti a cercare opportunità altrove. La fuga di cervelli e di giovani talenti rappresenta una perdita inestimabile per il futuro della Basilicata. Senza un ricambio generazionale e senza prospettive concrete, la regione rischia uno spopolamento progressivo.
La Uil Basilicata avanza quindi una richiesta chiara. È necessaria una politica industriale concreta e coordinata a tutti i livelli. Si chiede all'Europa una strategia mirata a difendere le filiere produttive esistenti. Al Governo nazionale si domandano interventi decisi sui costi dell'energia e sulla competitività delle imprese. Alla Regione Basilicata si richiede la capacità di assumere un ruolo guida, non limitandosi a un ruolo di mero accompagnamento delle dinamiche esistenti.
Proposte per invertire la rotta
Le proposte avanzate mirano a invertire la tendenza negativa. È fondamentale creare un ambiente favorevole agli investimenti. Bisogna incentivare la creazione di posti di lavoro stabili e ben retribuiti. La valorizzazione delle risorse locali e la modernizzazione delle infrastrutture sono passi imprescindibili. Solo così si potrà sperare di arginare la crisi e rilanciare l'economia regionale.
La collaborazione tra istituzioni, sindacati e imprese è cruciale. Un'azione sinergica può portare a soluzioni efficaci. La Basilicata possiede un potenziale ancora inespresso. Sbloccare questo potenziale richiede visione strategica e determinazione politica. La Uil Basilicata si pone come interlocutore attivo in questo processo di cambiamento.
Le parole di Vincenzo Tortorelli risuonano come un campanello d'allarme. La regione si trova a un bivio. Le decisioni prese nei prossimi mesi saranno determinanti per il suo futuro. Ignorare questi segnali significherebbe condannare la Basilicata a un declino inarrestabile. È tempo di agire con urgenza e concretezza.