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La Basilicata affronta una crisi energetica con prezzi di carburanti ed elettricità tra i più alti d'Italia. La Uil regionale chiede interventi strutturali per compensare i cittadini e le imprese locali.

Caro carburanti e bollette: la denuncia della Uil Basilicata

La Basilicata si trova ad affrontare un'emergenza economica legata ai costi elevati di carburanti ed energia. La Uil regionale, attraverso le parole del segretario generale Vincenzo Tortorelli, denuncia una situazione critica. I prezzi della benzina in regione superano frequentemente 1,77 euro al litro, raggiungendo picchi oltre 1,80 euro in alcune zone. Questo posiziona la Basilicata tra le regioni con i costi più alti d'Italia.

Un primato negativo, sottolinea la Uil, particolarmente inaccettabile per un territorio che è tra i principali produttori di idrocarburi del Paese. La contraddizione territoriale diventa evidente quando si analizzano i dati sul costo del gas e dell'energia elettrica. Il prezzo del gas è aumentato dell'81%, con un incremento di 26 euro per MWh. L'energia elettrica ha visto un aumento di 41 euro per MWh, corrispondente a un 38% in più.

Questi aumenti si traducono in bollette più onerose per le famiglie e le imprese lucane. La Uil definisce questa situazione una distorsione del mercato che penalizza fortemente i cittadini e i lavoratori della regione. La produzione locale di risorse energetiche non si riflette in un vantaggio economico per il territorio, ma anzi, sembra aggravarne la posizione.

Emergenza energetica: impatto su imprese e famiglie

Il segretario Tortorelli evidenzia come il problema non riguardi solo i carburanti. Il caro energia rappresenta un'emergenza strutturale con ripercussioni dirette sull'economia locale. Le imprese lucane si trovano a sostenere costi energetici tra i più elevati a livello nazionale. Questo incide negativamente sulla loro competitività e, di conseguenza, sull'occupazione.

Parallelamente, le famiglie vedono il proprio potere d'acquisto erodersi a causa degli aumenti delle bollette. La capacità di spesa dei cittadini è messa a dura prova, acuendo le difficoltà economiche generali. La Uil richiama le posizioni espresse a livello nazionale, sottolineando la necessità di interventi strutturali.

Tra le proposte avanzate, spicca la riduzione degli oneri di sistema presenti nelle bollette. La Uil li considera componenti improprie che gravano ingiustamente sui consumatori. La recente riduzione temporanea delle accise, pari a circa 25 centesimi, è stata giudicata una misura più simbolica che efficace. Non è stata in grado di incidere in modo stabile sulla capacità di spesa dei cittadini.

Proposte Uil: interventi strutturali e giustizia territoriale

La Uil Basilicata avanza una serie di proposte concrete per affrontare la crisi energetica. L'obiettivo è ottenere interventi strutturali che vadano oltre le misure tampone. Tra le richieste principali vi sono: misure compensative specifiche per i territori che sono produttori di energia. Questo per garantire un ritorno economico diretto alla regione.

Si chiede una riduzione strutturale degli oneri di sistema nelle bollette di luce e gas. Inoltre, la Uil propone una tassazione degli extraprofitti realizzati dalle aziende energetiche. Un altro punto fondamentale è il rafforzamento della progressività fiscale e un deciso contrasto all'evasione. L'utilizzo delle risorse derivanti dal gas nazionale per abbattere i costi energetici delle famiglie è un'altra proposta chiave.

Tortorelli, in linea con quanto affermato dal segretario generale nazionale PierPaolo Bombardieri, auspica un intervento coordinato anche a livello europeo. La crisi energetica ha radici geopolitiche e rischia di scaricarsi interamente su lavoratori e pensionati. La Basilicata non può più essere considerata solo terra di estrazione, ma deve diventare un'area non penalizzata economicamente.

È necessario un cambio di paradigma, secondo la Uil, che porti a maggiore equità, redistribuzione delle risorse e maggiore attenzione ai territori. Difendere il potere d'acquisto dei cittadini significa, in ultima analisi, difendere la coesione sociale e il futuro economico della regione. La Uil monitora attentamente le dinamiche di mercato, anche alla luce dei sospetti di speculative, segnalati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.