Dal 1° ottobre i cittadini lucani dovranno affrontare un ticket sanitario aggiuntivo. La minoranza denuncia il rinvio del Consiglio Regionale, accusando la maggioranza di difficoltà e divisioni interne, scaricando il peso delle decisioni sui cittadini.
Rinvio consiglio regionale sulla sanità
Il Consiglio Regionale della Basilicata ha subito un rinvio. La discussione prevista riguardava problematiche sanitarie cruciali. Tra queste, l'introduzione di un ticket aggiuntivo di 2,5 euro per ricetta. Questa nuova spesa graverà sui cittadini lucani a partire dal prossimo 1° ottobre.
La richiesta di discutere questi temi era partita dal centrosinistra. Tuttavia, il governo regionale guidato da Bardi e la sua maggioranza sembrano trovarsi in una situazione di difficoltà. Secondo le opposizioni, l'assessore Latronico avrebbe commesso errori di calcolo. Di conseguenza, sarebbero i cittadini a dover sostenere i costi aggiuntivi.
Questa è la posizione espressa in una nota congiunta dai consiglieri di minoranza. Essi sottolineano come il rinvio della seduta sia un atto di mancato rispetto. Non solo verso le istituzioni, ma soprattutto verso i cittadini. A loro viene richiesto un sacrificio economico straordinario.
Critiche alla gestione della sanità lucana
I consiglieri di minoranza hanno avanzato richieste precise. Hanno chiesto il ritiro della delibera che introduce il ticket. Inoltre, hanno sollecitato la convocazione immediata delle parti sociali. Queste ultime, secondo le opposizioni, sarebbero state ignorate dall'assessore. Infine, è stato richiesto un consiglio regionale straordinario.
È avvenuto un incontro con i sindacati CGIL, CISL e UIL. Erano presenti anche rappresentanti dei pensionati e della funzione pubblica. Nonostante ciò, la maggioranza di centrodestra non si è presentata in Consiglio. Il rinvio della discussione significa anche un rinvio delle risposte ai cittadini.
Per queste ragioni, le opposizioni ribadiscono con forza la richiesta di ritiro immediato del provvedimento. Non è giusto che i lucani paghino per errori o scelte discutibili. Si fa riferimento ad amicizie e favoritismi nella gestione della sanità lucana. Questa gestione è attribuita all'assessore Latronico.
Se un ulteriore sacrificio fosse davvero necessario per correggere i danni, questo dovrebbe basarsi su dati chiari e progetti concreti. Le decisioni non possono essere prese alla leggera.
Richiesta di trasparenza e confronto
Il centrosinistra chiede all'assessore Latronico di presentarsi in aula. Deve spiegare la reale situazione dei conti sanitari. Mettere le mani nelle tasche dei cittadini, che già faticano a curarsi per motivi economici, è inaccettabile. Soprattutto se non vengono fornite spiegazioni adeguate.
Non ci sono prospettive concrete di miglioramento per un servizio essenziale come la sanità. La revoca immediata della delibera è fondamentale. Seguirebbe una discussione trasparente in aula. Si dovrebbe poi avviare un confronto con le forze sociali. Queste ultime sono state riconvocate per il 24.
Solo dopo questi passaggi si potrà decidere in modo trasparente e partecipato. La gestione di una questione vitale per i cittadini lucani richiede questo approccio. Se il centrodestra non è preparato ad affrontare questa sfida, dovrebbe dichiararlo apertamente.
Le firme sull'appello sono di Alessia Araneo, Viviana Verri (M5S), Antonio Bochicchio (Avs-Psi-Bp), Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello (Basilicata Casa Comune), Roberto Cifarelli (gruppo misto), Piero Lacorazza (Pd) e Piero Marrese (Basilicata democratica).