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Il Movimento 5 Stelle lucano solleva dubbi sulla localizzazione di un deposito unico per scorie nucleari. Le consigliere regionali Alessia Araneo e Viviana Verri chiedono al presidente Bardi di chiarire se il 'no' regionale si estenda anche alle aree militari e sollecitano la discussione di una mozione in Consiglio.

Appello per trasparenza sulla gestione scorie

Le consigliere regionali del Movimento Cinque Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, hanno rivolto un appello al presidente della Regione Basilicata, Bardi. Hanno chiesto un chiarimento formale riguardo alla posizione della Regione sulla realizzazione di un deposito unico per scorie nucleari. La loro richiesta mira a ottenere certezze sul perimetro di tale opposizione. Vogliono sapere se il diniego si applichi anche a potenziali siti localizzati in aree militari. La questione è di primaria importanza per il futuro del territorio lucano.

Le esponenti pentastellate hanno ricordato un precedente impegno. Il 12 novembre 2025, in prossimità dell'anniversario della marcia del 23 novembre contro la scelta di Scanzano Jonico, il Movimento aveva richiesto una discussione urgente in Consiglio. A quasi un anno di distanza, la situazione appare immutata. La mozione numero 18, che esprime la contrarietà della Regione a un sito di stoccaggio, è ferma da oltre un anno. Era presente nell'ordine del giorno della seduta del 13 ottobre. Le consigliere insistono sulla necessità che il Consiglio affronti e discuta questo tema.

Mozione in Consiglio: estendere il 'no' a siti militari

Alessia Araneo e Viviana Verri hanno sottolineato l'importanza di calendarizzare e votare la mozione entro il 23 novembre. Hanno richiesto che il suo perimetro venga esplicitamente esteso a qualsiasi sito, sia esso civile o militare. Questo per garantire una posizione univoca e ferma da parte della Regione. La loro richiesta è chiara: non accettare la localizzazione del deposito nucleare in alcun contesto territoriale lucano.

Le consigliere hanno esortato il presidente Bardi a fornire una risposta concreta. Non vogliono un semplice comunicato rassicurante, ma un atto formale. Chiedono di sapere se il 'no al deposito unico', a lui attribuito, includa anche le aree militari. Inoltre, desiderano un impegno formale a negare l'intesa in Conferenza Unificata. Questo per ogni decreto attuativo che permetta la localizzazione del deposito senza il consenso del territorio interessato. La volontà è quella di proteggere le comunità locali da decisioni calate dall'alto.

Un altro punto cruciale sollevato dalle consigliere riguarda la trasparenza. Chiedono che venga reso pubblico lo stato reale del procedimento per i territori lucani. La mancanza di informazioni chiare alimenta preoccupazioni e incertezze tra i cittadini. La loro azione mira a garantire che ogni decisione sia presa con la massima trasparenza e nel pieno rispetto della volontà popolare.

Monitoraggio a livello nazionale e regionale

Sul fronte governativo e parlamentare, il Movimento Cinque Stelle non intende abbassare la guardia. Continueranno a monitorare attentamente il dossier. La loro attenzione si concentra anche sulla possibilità di interrogare il Ministro competente. Vogliono sapere quali strutture militari siano attualmente sotto valutazione per ospitare il deposito. Il deputato Arnaldo Lomuti seguirà da vicino questi sviluppi. L'obiettivo è garantire che la voce del territorio venga ascoltata a tutti i livelli istituzionali.

La Basilicata ha già vissuto in passato forti mobilitazioni contro la scelta di siti per lo stoccaggio di scorie nucleari. L'episodio di Scanzano Jonico nel 2003 è rimasto impresso nella memoria collettiva. La marcia dei centomila dimostrò la determinazione dei cittadini nel difendere il proprio territorio. Oggi, a distanza di oltre vent'anni, la preoccupazione riemerge. Il Movimento Cinque Stelle si fa portavoce di questa istanza, chiedendo garanzie concrete e durature.

La questione del deposito unico nazionale per le scorie radioattive è complessa e delicata. Coinvolge aspetti tecnici, ambientali, sanitari e sociali. La legge delega che ne prevede la realizzazione è stata oggetto di dibattito. Il processo di individuazione del sito è gestito da Sogin, la società pubblica incaricata dello smantellamento degli impianti nucleari italiani. La mappa delle aree potenzialmente idonee, pubblicata nel 2022, ha suscitato reazioni in diverse regioni italiane. La Basilicata, con la sua storia e le sue caratteristiche territoriali, è naturalmente attenta a questi sviluppi.

Le richieste di Araneo e Verri si inseriscono in un contesto di crescente attenzione pubblica verso le tematiche ambientali e di sicurezza. La gestione dei rifiuti radioattivi rappresenta una sfida epocale per l'Italia. Trovare una soluzione condivisa e sicura è fondamentale. Il Movimento Cinque Stelle, attraverso queste iniziative, cerca di promuovere un dibattito informato e partecipato. Vogliono evitare che decisioni così impattanti vengano prese senza un adeguato coinvolgimento delle comunità locali e senza la dovuta trasparenza.

La Basilicata, terra di paesaggi incontaminati e ricca di storia, merita la massima tutela. La posizione espressa dalle consigliere regionali M5S mira a salvaguardare il patrimonio naturale e la salute dei cittadini. La loro richiesta di chiarimenti al presidente Bardi è un passo importante per garantire che la Regione Basilicata mantenga una linea ferma e coerente sulla questione del deposito nucleare. L'obiettivo è evitare che il territorio venga esposto a rischi inaccettabili per le generazioni future. La discussione della mozione in Consiglio Regionale è un passaggio cruciale per cristallizzare questa posizione.