Condividi

Le imprese lucane prevedono un aumento delle assunzioni per il trimestre Marzo-Maggio 2026. L'agricoltura guida la domanda, ma persistono sfide nel reperimento di figure specializzate.

Previsioni occupazionali in Basilicata per Marzo 2026

Il Sistema Informativo Excelsior, frutto della collaborazione tra Unioncamere e il Ministero del Lavoro, ha reso noti i dati sulle future opportunità lavorative in Basilicata. Per il solo mese di Marzo 2026, le aziende della regione hanno pianificato l'inserimento di 5.010 nuovi dipendenti. Questo dato segnala un'espansione rispetto all'anno precedente, con un incremento di 210 unità rispetto a Marzo 2025. La tendenza positiva si estende all'intero trimestre che va da Marzo a Maggio 2026. In questo periodo, si stima un totale di 14.020 nuove assunzioni. Tale proiezione rappresenta un aumento di 350 unità rispetto al medesimo trimestre del 2025, confermando un trend di crescita dell'occupazione regionale.

Settori trainanti e profili professionali richiesti

Analizzando la distribuzione delle nuove entrate, il settore agricolo emerge come il principale motore della domanda lavorativa. Rappresenta il 41% del totale, con 2.070 posizioni aperte. Subito dopo si posizionano i servizi, che prevedono 1.820 assunzioni, seguiti dall'industria con 1.120 opportunità. All'interno del vasto comparto dei servizi, alcune aree mostrano una particolare vivacità. Le costruzioni, ad esempio, contano 600 entrate previste. I settori legati all'alloggio, alla ristorazione e al turismo generano 540 nuove posizioni. Anche il commercio contribuisce significativamente, con 360 assunzioni programmate. Per quanto riguarda le figure professionali più ricercate, spiccano gli operai specializzati e i conduttori di impianti, che assorbono il 38% delle richieste. I profili generici rappresentano il 37% delle assunzioni, mentre le professioni commerciali e dei servizi costituiscono il 12% del fabbisogno aziendale. Questi dati evidenziano una predominanza di ruoli operativi e di base.

Le sfide del mercato del lavoro lucano

Nonostante le prospettive positive, il mercato del lavoro lucano si confronta con diverse criticità. Una delle problematiche più sentite dalle imprese è il cosiddetto 'mismatch', ovvero lo scollamento tra le competenze offerte dai candidati e quelle richieste dalle aziende. A questo si aggiungono le questioni relative alla tipologia contrattuale e alle caratteristiche specifiche della domanda di lavoro. Le imprese segnalano una difficoltà di reperimento di personale qualificato in quasi la metà dei casi: precisamente, 41 volte su 100. Questa difficoltà incide sulla capacità delle aziende di coprire tempestivamente le posizioni vacanti. La ricerca di profili specifici si rivela quindi un ostacolo significativo per la crescita e lo sviluppo delle attività economiche sul territorio.

Livelli di istruzione e tipologie contrattuali

La distribuzione delle assunzioni in base al titolo di studio rivela un quadro interessante. Solo una piccola percentuale, pari al 5%, delle nuove entrate è destinata a laureati. La maggior parte delle posizioni, il 33%, sarà occupata da personale in possesso di una qualifica professionale o di un diploma. Un consistente 41% delle assunzioni riguarderà profili che necessitano della sola licenza di scuola dell'obbligo. Questo dato suggerisce una forte domanda di manodopera con competenze tecniche o operative di base. Inoltre, per quanto concerne le figure di dirigenti, specialisti e tecnici, la Basilicata registra un tasso di assunzione dell'8%. Questo valore è significativamente inferiore alla media nazionale, che si attesta al 16%, evidenziando un divario nell'attrattività della regione per profili altamente qualificati. La tipologia contrattuale prevalente offerta dalle aziende lucane è a tempo determinato, con una quota pari all'88% del totale. Solo il restante 12% delle posizioni prevede contratti a tempo indeterminato. Questa prevalenza di contratti a termine potrebbe riflettere una certa cautela da parte delle imprese nell'impegnarsi su orizzonti temporali più lunghi, o una specifica esigenza legata alla stagionalità di alcuni settori.

Giovani e personale immigrato nelle assunzioni

Le politiche attive per l'occupazione giovanile vedono la Basilicata impegnata nell'inserimento di nuove leve nel mondo del lavoro. La quota di assunzioni destinate ai giovani under 30 è pari al 21%. Sebbene questo dato rappresenti un impegno verso le nuove generazioni, potrebbe essere ulteriormente potenziato per contrastare la disoccupazione giovanile. Un aspetto rilevante del mercato del lavoro lucano riguarda l'impiego di personale immigrato. Le imprese prevedono di assumere personale di origine straniera per il 38% delle nuove entrate. Questo dato sottolinea l'importanza del contributo dei lavoratori immigrati nel tessuto economico della regione, spesso impiegati in settori dove la manodopera locale risulta insufficiente o meno disponibile. La presenza di lavoratori stranieri è un elemento consolidato e fondamentale per il funzionamento di diverse attività produttive in Basilicata.

Contesto regionale e prospettive future

La Basilicata, situata nel Sud Italia, è una regione caratterizzata da un'economia in parte legata all'agricoltura, all'industria estrattiva e a un crescente settore turistico. Le sfide occupazionali sono comuni a molte aree del Mezzogiorno, tra cui la necessità di attrarre investimenti qualificati e di ridurre il divario con le regioni più sviluppate del Nord. Le previsioni di assunzione per il 2026, sebbene positive, indicano la necessità di interventi mirati per colmare il divario tra domanda e offerta di competenze. La formazione professionale e l'orientamento scolastico giocano un ruolo cruciale in questo senso. L'Università degli Studi della Basilicata, ad esempio, collabora con la Regione attraverso convenzioni di tirocinio per favorire l'inserimento dei laureati nel mondo del lavoro. La stretta correlazione tra percorsi formativi e fabbisogni aziendali è essenziale per garantire un'occupazione stabile e qualificata. La capacità di adattamento alle nuove tecnologie e alle richieste di un mercato globale in continua evoluzione sarà determinante per il futuro economico della regione.

Questa notizia riguarda anche: