La guerra in Iran fa impennare i costi di produzione agricola in Basilicata. Coldiretti denuncia speculazioni e chiede aiuti UE. Agricoltori e consumatori sono le categorie più penalizzate.
Aumento Costi Produzione Agricola in Basilicata
L'escalation dei costi di produzione, fino al 30%, sta mettendo a serio rischio le colture lucane. La guerra in Iran è la causa scatenante di questi rincari. L'aumento dei prezzi dei fertilizzanti e delle materie plastiche è ormai a doppia cifra. Le aziende agricole della Basilicata necessitano di urgenti misure di sostegno da parte dell'Unione Europea. Questo è l'appello lanciato dalla Coldiretti della Basilicata.
I costi complessivi per un'azienda agricola sono aumentati significativamente. Tra energetici, fertilizzanti e antiparassitari, la spesa è salita fino al 30%. Le aziende più meccanizzate sono quelle maggiormente colpite da questa impennata. I fertilizzanti, in particolare, hanno visto un incremento notevole.
L'urea ha registrato aumenti di circa il 35% rispetto al periodo precedente al conflitto in Iran. Si parla di maggiorazioni superiori ai 200 euro per tonnellata. Questa analisi è stata condotta dalla Coldiretti basandosi sui dati delle Camere di Commercio. La tendenza al rialzo riguarda tutti i prodotti fertilizzanti. Il nitrato ammonico e il solfato ammonico seguono la stessa traiettoria.
Questo scenario ricorda la guerra in Ucraina. Evidenzia la fragilità dell'Europa. L'Europa ha scelto di delocalizzare la produzione di fertilizzanti per motivi ideologici. È necessaria una svolta radicale. Si deve puntare sulla valorizzazione dei concimi naturali. Il digestato è un esempio di concime naturale efficace. Inoltre, è fondamentale la cancellazione del CBAM.
Il CBAM, Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere, tassa i fertilizzanti. Questo grava pesantemente sui bilanci delle imprese agricole. Mette a rischio la sovranità alimentare dell'Unione Europea. L'organizzazione agricola lucana sottolinea questo punto cruciale.
Agricoltori e Consumatori Penalizzati dalla Filiera
I rincari sui prodotti al consumo non si riflettono sui prezzi pagati agli agricoltori. Essi rimangono la categoria più penalizzata dell'intera filiera. Anche i cittadini consumatori subiscono le conseguenze. Combattono ora con aumenti significativi nel loro carrello della spesa. La Coldiretti della Basilicata evidenzia questa disparità.
Analizzando i listini Ismea della seconda settimana di Marzo, si notano variazioni nei prezzi di frutta e verdura. Le fragole hanno subito un calo del 18%. Mele e pere sono rimaste stabili. I kiwi hanno registrato un aumento dell'1% rispetto alla settimana precedente. Anche carciofi, bieta, finocchi, indivia e lattuga sono calati.
Al contrario, carote, cipolle, cavolfiori e cavoli broccolo hanno visto un aumento dei prezzi. La Coldiretti della Basilicata ritiene insufficienti le prime risposte del Governo italiano. Sono stati effettuati interventi, come il taglio delle accise. Sono stati introdotti crediti d'imposta per trasportatori e pescatori. Tuttavia, non bastano.
Sono necessarie risorse europee per fornire risposte concrete. Queste risposte devono essere rivolte non solo agli agricoltori. Devono riguardare anche i cittadini consumatori. L'organizzazione agricola lucana insiste su questo aspetto. La speculazione si sta diffondendo nella filiera agroalimentare. Diverse produzioni hanno registrato un calo dei prezzi riconosciuti agli agricoltori.
Il settore lattiero-caseario e l'ortofrutta sono tra questi. Nel frattempo, sugli scaffali dei supermercati, i prezzi continuano a salire. È indispensabile un'azione immediata di monitoraggio e controllo. L'esecutivo deve intervenire per evitare speculazioni. Non si deve permettere che qualcuno approfitti di questa fase critica. Soprattutto a danno di chi produce e di chi acquista.
Misure di Sostegno e Sovranità Alimentare
La Coldiretti della Basilicata ribadisce la necessità di un cambio di rotta. La dipendenza dall'estero per i fertilizzanti è un punto debole. L'Europa deve rivedere la sua strategia produttiva. La valorizzazione delle risorse interne è fondamentale. Il digestato, un sottoprodotto della digestione anaerobica, è un'ottima alternativa. Può sostituire i fertilizzanti chimici.
La cancellazione del CBAM è un'altra richiesta prioritaria. Questa tassa sulle importazioni di fertilizzanti aumenta i costi per gli agricoltori. Minaccia la competitività del settore agricolo europeo. La sovranità alimentare dell'Unione Europea è in gioco. Non si può dipendere da fornitori esterni per prodotti essenziali.
La guerra in Iran ha evidenziato questa vulnerabilità. Le conseguenze si ripercuotono sui produttori lucani. Si ripercuotono sui consumatori italiani. La Coldiretti chiede un impegno concreto a livello europeo. Servono politiche agricole che tutelino le produzioni locali. Che garantiscano prezzi equi per agricoltori e consumatori.
Le misure adottate finora dal Governo italiano sono un primo passo. Tuttavia, non sono sufficienti ad affrontare la gravità della situazione. È necessario un intervento coordinato a livello europeo. Le risorse devono essere destinate a sostenere le aziende agricole. Devono essere destinate a mitigare l'impatto dei rincari sui consumatori. La Basilicata, regione a forte vocazione agricola, è particolarmente esposta.
La denuncia della Coldiretti è un campanello d'allarme. La filiera agroalimentare è un settore strategico. Non può essere lasciata in balia delle speculazioni. È fondamentale garantire la sostenibilità economica delle aziende agricole. È fondamentale assicurare l'accesso a cibo di qualità a prezzi accessibili per tutti i cittadini. L'azione di monitoraggio e controllo deve essere rafforzata. Per prevenire abusi e garantire la correttezza del mercato.