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La Commissione Europea ha interrotto i pagamenti dei fondi europei FESR FSE+ 2021-2027 in Basilicata a causa di gravi carenze sistemiche. La regione rischia la paralisi di progetti e la perdita di risorse.

Gravi carenze nella gestione dei fondi UE

La Basilicata si trova in una situazione di grave criticità. Una comunicazione ufficiale dalla Commissione Europea, datata 27 febbraio 2026, ha sancito l'interruzione dei pagamenti relativi al Programma Regionale FESR FSE+ 2021-2027. Questo provvedimento, noto come attivazione dell'Articolo 96 del Regolamento (UE) 2021/1060, rappresenta una misura cautelativa drastica.

L'Europa interviene quando le garanzie fornite da un'amministrazione non sono più considerate credibili. Le ragioni di tale decisione risiedono in gravi carenze sistemiche riscontrate nella gestione e nel controllo dei fondi. Un audit condotto a fine 2025 ha evidenziato debolezze significative nella governance regionale.

Le criticità riguardano aspetti fondamentali come la selezione dei progetti e la trasparenza delle procedure di appalto. Il "certificato di sfiducia" di Bruxelles non è un semplice intoppo tecnico, ma segnala una crisi di fiducia profonda. Le autorità europee hanno messo nero su bianco l'esistenza di queste lacune, che vanno oltre errori isolati.

I nodi critici: informatica, sanità e appalti

Le vulnerabilità riscontrate toccano settori strategici per la regione. La Commissione Europea ha mosso contestazioni precise alla Regione Basilicata. Tra queste, spiccano le irregolarità relative alle forniture di software e hardware per le strutture sanitarie regionali. Tali operazioni sembrano essere state completate e collaudate ben prima della richiesta di finanziamento europeo.

Questa situazione viola le norme sulla "retroattività" della spesa, un principio fondamentale nella gestione dei fondi UE. Inoltre, sono emerse criticità relative ai controlli. In diversi progetti esaminati, le liste di controllo, essenziali per garantire la regolarità delle operazioni, sono risultate prive di firme e date. Questo solleva dubbi sull'effettiva verifica delle procedure.

Anche il settore degli appalti è finito sotto la lente d'ingrandimento. Sono state riscontrate violazioni nelle norme sul subappalto. Inoltre, i criteri di selezione delle imprese sono stati definiti "restrittivi", limitando potenzialmente la concorrenza e la partecipazione alle gare. Un'altra grave mancanza riguarda l'assenza di un "doppio controllo".

Bruxelles denuncia la carenza di procedure formali che assicurino la qualità delle decisioni amministrative. Ciò comporta un rischio di applicazione incoerente delle regole europee. La mancanza di controlli incrociati mina l'affidabilità del sistema di gestione.

Estensione dei controlli e rischio di paralisi

La Commissione Europea non si limita a contestare i circa 1,7 milioni di euro già individuati. Il documento impone alla Regione Basilicata di avviare un'ampia operazione di verifica a campione. Questa indagine riguarderà tutte le spese dichiarate negli esercizi contabili 2024-2025 e 2025-2026. L'obiettivo è accertare se gli stessi errori riscontrati dagli ispettori europei siano diffusi in tutto il programma.

Solo dopo aver completato questi controlli supplementari e aver applicato le necessarie rettifiche finanziarie, la regione potrà sperare di riprendere a dichiarare nuove spese a Bruxelles. L'impatto di questo blocco è immediato e potenzialmente devastante. Le spese già oggetto di richiesta di rettifica sono solo la punta dell'iceberg.

Per i prossimi sei mesi, o fino all'adozione di misure correttive efficaci, la Basilicata non riceverà rimborsi dall'Europa. Questo significa che la Regione dovrà anticipare ingenti somme di denaro per evitare di bloccare cantieri, servizi e il sostegno alle imprese. Una situazione che mette a dura prova un bilancio regionale già fragile.

Se la risposta della Giunta regionale non sarà rapida ed efficace, il rischio concreto è che l'interruzione temporanea si trasformi in una sospensione definitiva. Ciò comporterebbe la perdita irrimediabile di risorse preziose per lo sviluppo del territorio lucano. La gestione dei fondi europei è un tema cruciale per il futuro della regione.

Un deficit di governance che minaccia il futuro

Al di là dei rilievi contabili, emerge una domanda fondamentale sulla capacità amministrativa del sistema regionale. La Basilicata possiede le competenze e la trasparenza necessarie per gestire la complessità dei fondi 2021-2027? Oppure ci troviamo di fronte a un deficit di governance che rischia di farci perdere l'ultimo treno per l'utilizzo efficace delle risorse europee?

La gestione dei fondi UE rimane un tema sottovalutato. Il Consiglio Regionale, le parti sociali e il terzo settore sembrano non aver colto la gravità della situazione. Un esempio lampante di mala amministrazione è il blocco dei fondi destinati ai centri di accoglienza per lavoratori stagionali. Questi 15 milioni di euro, disponibili da 5 anni, rappresentano sprechi e omissioni di atti d'ufficio.

Il silenzio generale che circonda la decisione di sospensione dei pagamenti, fatta eccezione per una singola interrogazione, è indicativo. Questo silenzio testimonia un declino istituzionale, politico e sindacale in Basilicata. La capacità di controllo è evidentemente compromessa, mettendo a rischio lo sviluppo e il benessere dei cittadini.