Condividi

Nuova interrogazione in Basilicata solleva dubbi sull'uso di fondi ambientali per coprire debiti energetici di Acquedotto Lucano verso Eni. Ritardi nella realizzazione di impianti fotovoltaici aggravano la situazione.

Dubbi sull'uso dei fondi ambientali

Il vicepresidente del Consiglio regionale, Angelo Chiorazzo, e il capogruppo di Basilicata Casa Comune, Gianni Vizziello, hanno annunciato una nuova interrogazione. La richiesta di chiarimenti riguarda la gestione dei fondi destinati alle compensazioni ambientali. Questi fondi sembrano essere utilizzati per coprire debiti contratti da Acquedotto Lucano con Eni.

La situazione desta forte preoccupazione. Acquedotto Lucano ha accumulato un debito significativo. Si tratta di circa sette milioni di euro verso Eni. Il debito si riferisce a forniture energetiche non saldate a partire da ottobre 2025. A ciò si aggiungono interessi di mora già oltre i 150 mila euro. Questi importi sono destinati a crescere ulteriormente.

La preoccupazione aumenta considerando le modalità di pagamento. Eni avrebbe la facoltà di trattenere direttamente le somme dovute. Queste verrebbero prelevate dalle risorse destinate alle misure compensative ambientali. Tale utilizzo contrasta con gli scopi previsti dal Protocollo d'Intesa del 2022. Tale accordo prevedeva il finanziamento di sviluppo, occupazione, sostenibilità ambientale e attività non legate al settore petrolifero.

Ritardi negli impianti fotovoltaici

L'interrogazione tocca anche il tema degli impianti fotovoltaici. Questi erano previsti in località come Aliano, Irsina e Lavello. La loro realizzazione avrebbe dovuto garantire una riduzione strutturale dei costi energetici per il servizio idrico. Il completamento era fissato entro il 31 dicembre 2025. L'obiettivo era di ottenere benefici a partire dal 2026.

Tuttavia, gli impianti non sono stati ancora realizzati. Questo ritardo solleva ulteriori interrogativi sulla gestione dei progetti. Non è stato ancora chiarito il costo definitivo del contratto ponte. La Regione, inoltre, continua a non fornire la documentazione richiesta dagli esponenti di Basilicata Casa Comune. La mancanza di trasparenza aggrava la percezione di una gestione poco chiara delle risorse pubbliche.

Chiorazzo e Vizziello ribadiscono la necessità di risposte chiare. La loro azione mira a fare luce sulla destinazione dei fondi ambientali. Vogliono anche comprendere le ragioni dei ritardi nei progetti strategici per il risparmio energetico. La richiesta di accesso agli atti è stata ripetuta più volte negli ultimi mesi. La mancanza di risposte concrete alimenta le perplessità.

La vicenda evidenzia un potenziale uso improprio di fondi. Questi fondi dovrebbero essere impiegati per la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile. Invece, sembrano essere deviati per coprire debiti operativi di un ente pubblico. La situazione richiede un intervento rapido e trasparente da parte delle autorità competenti. L'obiettivo è garantire che le risorse pubbliche siano utilizzate secondo le finalità stabilite.

La mancata realizzazione degli impianti fotovoltaici rappresenta un doppio danno. Da un lato, si perdono i benefici ambientali ed economici attesi. Dall'altro, si accumulano costi e debiti che potrebbero essere evitati. La trasparenza nella gestione degli appalti e dei contratti è fondamentale. Questo per evitare speculazioni e garantire l'efficacia degli investimenti pubblici. La Basilicata attende risposte concrete.