Economia

Basilicata: Agricoltori in ginocchio per il caro gasolio

21 marzo 2026, 08:15 4 min di lettura
Basilicata: Agricoltori in ginocchio per il caro gasolio Immagine generata con AI Potenza
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Le imprese agricole della Basilicata denunciano costi insostenibili per il gasolio. Nonostante gli aiuti per altri settori, gli agricoltori restano esclusi, mettendo a rischio la loro sopravvivenza.

Agricoltori lucani: rincari gasolio insostenibili

Le aziende agricole della Basilicata affrontano una crisi profonda. Il costo del gasolio agricolo è aumentato drasticamente. Questo aggrava ulteriormente la loro situazione economica già precaria. Le lavorazioni primaverili sono a rischio. L'aumento supera il 30% in molti casi. I margini di guadagno si riducono drasticamente.

La Cia-Agricoltori Italiani lancia l'allarme. Il settore primario è particolarmente esposto alle crisi globali. Le tensioni geopolitiche e l'aumento dei costi energetici sono fattori determinanti. Le aziende agricole sono state escluse da specifiche misure di sostegno. Questo accade a differenza di altri settori produttivi.

Il presidente nazionale della Cia, Cristiano Fini, ha sottolineato la gravità della situazione. Ha evidenziato la necessità di interventi mirati. La richiesta è chiara: un credito d'imposta per l'acquisto di gasolio agricolo. Si auspica anche una strategia europea di lungo periodo. Queste misure sono fondamentali per garantire la sopravvivenza del settore.

Esclusi dagli aiuti: la denuncia della Cia

La direttrice di Cia Potenza, Giovanna Perruolo, esprime forte preoccupazione. «Le imprese agricole stanno affrontando rincari insostenibili», afferma. La situazione è critica proprio nel periodo delle semine e delle prime lavorazioni. L'aumento del costo del gasolio agricolo comprime i margini già ridotti. È indispensabile un intervento immediato.

La proposta principale è l'introduzione di un credito d'imposta. Questo dovrebbe alleggerire il peso dei costi del carburante. Si chiede anche una visione strategica a lungo termine. La stabilità e la sostenibilità del settore agricolo sono a rischio. Senza aiuti concreti, molte aziende potrebbero non sopravvivere.

La Cia ribadisce altre richieste urgenti. È necessario contrastare le speculazioni sui carburanti. Questo vale anche per le forniture all'ingrosso. Si chiede un intervento a livello europeo sui fertilizzanti. Si valuta la sospensione del meccanismo CBAM. Il sostegno al reddito degli agricoltori deve essere rafforzato. L'export agroalimentare italiano necessita di tutela.

Contesto economico e sfide globali per l'agricoltura

Il settore agricolo italiano, e in particolare quello lucano, affronta sfide complesse. I costi energetici sono cresciuti in modo esponenziale negli ultimi anni. L'aggravio complessivo supera i 6,5 miliardi di euro rispetto al decennio precedente. Questo dato evidenzia la pressione finanziaria sulle aziende.

Le tensioni internazionali contribuiscono ad aggravare la situazione. Il caro energia si somma all'aumento dei prezzi dei fertilizzanti. Le difficoltà di approvvigionamento creano ulteriori ostacoli. Le aziende agricole, specialmente quelle nelle aree rurali più fragili, sono messe a dura prova.

La continuità operativa di molte realtà agricole è seriamente minacciata. La mancanza di interventi specifici da parte del Governo nazionale aggrava ulteriormente il quadro. Mentre altri settori ricevono sostegno, l'agricoltura resta inascoltata. Questo contrasta con il suo ruolo fondamentale per l'economia del Paese.

Richieste strutturali e visione di lungo periodo

La Cia-Agricoltori Italiani non si limita a denunciare. Propone soluzioni concrete e strutturali. Oltre al credito d'imposta immediato, si chiede una strategia europea. Questa dovrebbe garantire la sostenibilità a lungo termine del settore. L'agricoltura è un pilastro dell'economia e della sicurezza alimentare.

La direttrice Giovanna Perruolo sottolinea: «L’agricoltura non può continuare a essere l’anello debole nelle crisi globali». È necessario un cambio di passo. Il ruolo strategico del settore primario deve essere riconosciuto pienamente. Questo vale per l'economia, l'ambiente e la sicurezza alimentare nazionale.

Le richieste includono anche la tutela dell'export agroalimentare. Le nuove tensioni commerciali internazionali rappresentano una minaccia. L'Italia vanta un patrimonio agroalimentare di eccellenza. Proteggerlo significa salvaguardare posti di lavoro e tradizione.

Il ruolo strategico dell'agricoltura

L'agricoltura lucana, come quella italiana, svolge un ruolo cruciale. Non si tratta solo di produzione alimentare. È un settore che preserva il territorio, la biodiversità e le tradizioni culturali. Le aree rurali dipendono fortemente da queste attività economiche.

La sostenibilità delle aziende agricole è legata alla sostenibilità ambientale. Coltivare in modo responsabile significa tutelare il suolo e le risorse idriche. Le politiche agricole devono riflettere questa interconnessione. Il sostegno al settore è un investimento nel futuro del Paese.

La mancanza di aiuti specifici per il gasolio agricolo è un segnale preoccupante. Dimostra una scarsa comprensione delle esigenze del settore. La Cia chiede maggiore attenzione e ascolto. Le decisioni politiche devono tenere conto della realtà sul campo.

La richiesta di un credito d'imposta è un palliativo necessario nell'immediato. Tuttavia, servono interventi più ampi. Una politica agricola nazionale ed europea lungimirante è fondamentale. Questa deve affrontare le sfide strutturali e garantire un futuro prospero agli agricoltori.

La Basilicata, con le sue specificità territoriali, necessita di un supporto mirato. Le piccole e medie imprese agricole sono il tessuto connettivo di molte comunità. La loro crisi si ripercuote sull'intero tessuto socio-economico regionale.

La denuncia della Cia è un appello forte. È un invito a riconoscere il valore inestimabile dell'agricoltura. È un settore che nutre la nazione, custodisce l'ambiente e sostiene l'economia. Non può essere lasciato solo ad affrontare sfide globali.

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