Economia

Basilicata: Agricoltori contro caro gasolio, esclusi da aiuti

21 marzo 2026, 10:26 5 min di lettura
Basilicata: Agricoltori contro caro gasolio, esclusi da aiuti Immagine generata con AI Potenza
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Le imprese agricole della Basilicata affrontano costi insostenibili per il gasolio. Cia-Agricoltori Italiani denuncia l'esclusione da aiuti governativi specifici, chiedendo interventi urgenti e strategie a lungo termine.

Agricoltura Lucana Sotto Pressione per il Gasolio

Il settore agricolo della Basilicata lancia un grido d'allarme. I continui rincari del gasolio stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza delle imprese locali. Nonostante le misure governative sulla riduzione temporanea delle accise sui carburanti, gli agricoltori si sentono ancora una volta trascurati. A differenza di altri settori, come l'autotrasporto e la pesca, non sono previsti aiuti mirati per l'agricoltura.

Questa situazione preoccupa profondamente. Le aziende agricole sono particolarmente esposte alle fluttuazioni dei mercati internazionali e alle crisi geopolitiche. La dipendenza dai costi energetici rende il settore vulnerabile. La Cia-Agricoltori Italiani, attraverso il suo presidente nazionale Cristiano Fini, ha evidenziato questa forte esposizione. La richiesta è chiara: un intervento immediato per sostenere le imprese.

Si chiede l'introduzione di un credito d'imposta. Questo dovrebbe riguardare l'acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi. Parallelamente, è necessaria una visione strategica. Questa strategia deve essere strutturale e a lungo termine. La prospettiva deve essere europea, per garantire stabilità al comparto. L'urgenza è dettata dalla necessità di non interrompere le attività produttive.

Costi Energetici e Tensioni Internazionali: Un Doppio Colpo

Il contesto economico attuale aggrava ulteriormente la situazione. Negli ultimi anni, i costi energetici per le imprese agricole sono aumentati in modo esponenziale. L'aggravio complessivo supera i 6,5 miliardi di euro rispetto al decennio precedente. Questo dato evidenzia la gravità del problema economico.

A questo si aggiungono le tensioni internazionali. La guerra in Ucraina e altre crisi geopolitiche hanno destabilizzato i mercati. Il caro energia è una conseguenza diretta di questi eventi. Anche il costo dei fertilizzanti è aumentato significativamente. Le difficoltà di approvvigionamento complicano ulteriormente la gestione delle aziende. Tutto ciò mette a serio rischio la continuità operativa delle imprese agricole.

Le aree rurali più fragili sono le più colpite. Queste zone spesso dipendono esclusivamente dall'agricoltura per la loro economia. La mancanza di alternative rende la situazione ancora più critica. La sopravvivenza di queste comunità è legata alla salute del settore primario. Senza un sostegno adeguato, il rischio di abbandono del territorio aumenta.

La Denuncia di Cia Potenza: Rincari Insostenibili per le Lavorazioni Primaverili

Giovanna Perruolo, direttrice di Cia Potenza, ha espresso forte preoccupazione. Le imprese agricole lucane stanno affrontando rincari insostenibili. Questo accade proprio nel momento più cruciale dell'anno: le lavorazioni primaverili. L'aumento del costo del gasolio agricolo è un colpo durissimo. In alcuni casi, l'incremento supera il 30%. Questo comprime ulteriormente i margini di guadagno delle aziende, già ridotti.

L'intervento immediato è considerato indispensabile. La direttrice di Cia Potenza sottolinea l'importanza del credito d'imposta. Servono anche misure strutturali. Queste misure devono garantire stabilità e sostenibilità al settore agricolo. La mancanza di interventi rischia di compromettere l'intera filiera produttiva. Dalla semina al raccolto, ogni fase è influenzata dai costi energetici.

La Cia ribadisce la necessità di azioni concrete. È fondamentale contrastare le speculazioni sui carburanti. Questo vale anche per le forniture all'ingrosso destinate al settore agricolo. L'intervento deve essere rapido ed efficace. La trasparenza sui prezzi è un elemento chiave per la sopravvivenza delle aziende. La speculazione non può essere tollerata in un momento di crisi.

Richieste Strutturali e Strategia Europea per il Settore Primario

Oltre agli aiuti immediati, la Cia evidenzia la necessità di interventi strutturali. A livello europeo, è necessario intervenire sulla disponibilità dei fertilizzanti. Si valuta anche la sospensione del meccanismo CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism). Questo meccanismo potrebbe aumentare ulteriormente i costi per le importazioni di materie prime.

È cruciale rafforzare il sostegno al reddito degli agricoltori. Questo aiuterà a compensare le perdite subite a causa degli aumenti dei costi. La tutela dell'export agroalimentare italiano è un altro punto fondamentale. Le nuove tensioni commerciali internazionali minacciano le esportazioni. L'Italia è un importante produttore ed esportatore di prodotti agricoli di alta qualità.

Giovanna Perruolo conclude con un appello forte. L'agricoltura non può più essere considerata l'anello debole nelle crisi globali. È necessario un cambio di passo radicale. Bisogna riconoscere il ruolo strategico del settore primario. Questo settore è fondamentale per l'economia nazionale, per la tutela dell'ambiente e per la sicurezza alimentare del Paese. La sua resilienza è vitale per il futuro.

Contesto Geografico e Normativo

La Basilicata è una regione del Sud Italia. È caratterizzata da un territorio prevalentemente montuoso e collinare. L'agricoltura rappresenta un settore economico importante, sebbene spesso marginale rispetto ad altre regioni. Le aree interne e rurali della regione dipendono fortemente dalle attività agricole e zootecniche. La coltivazione di cereali, vite, ulivo e la pastorizia sono le attività prevalenti.

La normativa europea e nazionale sugli aiuti di Stato e sui carburanti agricoli è complessa. Il gasolio agricolo gode di un'aliquota agevolata rispetto al gasolio per autotrazione. Tuttavia, le fluttuazioni dei prezzi internazionali e le politiche energetiche possono incidere pesantemente sui costi. La Politica Agricola Comune (PAC) dell'Unione Europea fornisce sostegno agli agricoltori, ma spesso non è sufficiente a coprire gli aumenti imprevisti dei costi di produzione.

La recente crisi energetica, acuita dal conflitto in Ucraina, ha messo in luce le fragilità delle catene di approvvigionamento. Le imprese agricole si trovano a dover affrontare contemporaneamente l'aumento dei costi dei carburanti, dei fertilizzanti, dei mangimi e dell'energia elettrica. Questo scenario richiede risposte politiche adeguate e tempestive da parte dei governi nazionali e delle istituzioni europee.

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