Una sentenza ha stabilito tre condanne per la realizzazione di un parcheggio abusivo al lido Scialai di Portopalo. L'area, vincolata paesaggisticamente, dovrà essere ripristinata a spese dei condannati.
Parcheggio abusivo al lido Scialai: le condanne
Il Tribunale di Siracusa ha emesso una sentenza riguardo al parcheggio del lido Scialai. Tre persone sono state condannate per l'utilizzo illecito di terreni agricoli. Questi appezzamenti erano sottoposti a vincoli ambientali e paesaggistici. L'area era stata adibita a sosta per i clienti dello stabilimento. Il giudice monocratico ha inflitto sei mesi di arresto e 18mila euro di ammenda. La pena è stata sospesa condizionalmente.
La vicenda risale al 2022. Gli imputati gestivano i terreni. Hanno trasformato aree agricole in parcheggio a pagamento. Non possedevano i necessari titoli edilizi. La zona è soggetta a vincolo paesaggistico di livello 3. Inoltre, rientra nel sito SIC-ZPS “Pantani della Sicilia Sud Orientale”. Fa parte della rete europea Natura 2000.
Irregolarità contestate e sequestro
Le contestazioni principali riguardavano il cambio di destinazione d'uso. Questo avvenne senza autorizzazione edilizia. Mancava anche l'autorizzazione paesaggistica. La Soprintendenza di Siracusa non aveva rilasciato il permesso. Gli accertamenti sono iniziati nel luglio 2022. Il sequestro preventivo dell'area è avvenuto a settembre dello stesso anno. Il Tribunale ha riconosciuto la colpevolezza dei tre imputati. Le accuse riguardavano i primi due capi di imputazione.
È stato disposto anche il ripristino dei luoghi. I condannati dovranno sostenere i costi. Questo avverrà se il ripristino è ancora possibile. La sentenza prevede il risarcimento dei danni. Il Comune di Portopalo di Capo Passero si era costituito parte civile. L'ammontare del risarcimento sarà stabilito in un separato giudizio civile. Gli imputati dovranno coprire anche le spese legali del Comune. Queste ammontano a 2.316 euro per onorari, più accessori.
Assoluzione parziale e soddisfazione
Gli imputati sono stati assolti dal terzo capo d'imputazione. Questo riguardava la distruzione o alterazione delle bellezze naturali. Il Tribunale ha stabilito che il fatto non sussiste. L'avvocato del Comune, Giuseppe Cultrera, ha espresso soddisfazione. Ha dichiarato: «Pur trattandosi di una sentenza di primo grado, siamo soddisfatti del risultato che rende giustizia, in primis, a uno dei territori più belli dell’Italia intera».
Cultrera ha aggiunto: «Il diritto del cittadino di godere appieno delle bellezze naturali non può essere ostacolato dall’ingordigia plutonica di un singolo cittadino in danno di altri. La Giustizia ha trionfato». Le motivazioni complete della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. La pronuncia è di primo grado e non è ancora definitiva.
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