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Coldiretti Molise manifesta con i trattori per chiedere alla Regione di designare aree specifiche per gli impianti di energia rinnovabile, evitando terreni agricoli di prima classe. L'organizzazione teme per la produzione alimentare e l'economia locale.

Richiesta di aree idonee per rinnovabili

L'organizzazione agricola Coldiretti ha organizzato una protesta. La richiesta principale è rivolta al legislatore regionale. Si chiede di definire chiaramente quali zone siano adatte e quali no. Questo riguarda la realizzazione di impianti per le energie rinnovabili. La dichiarazione è di Adamo Spagnoletti, vicepresidente regionale di Coldiretti. Egli è anche un imprenditore agricolo del Basso Molise. La protesta si è svolta sulla Sp 40. La strada collega Campomarino e Portocannone. La manifestazione si è tenuta vicino a terreni destinati a un grande impianto agrivoltaico.

Numerosi trattori hanno raggiunto la provinciale. Hanno mostrato sostegno alla protesta. Alla mobilitazione hanno partecipato anche altre figure di spicco. Tra questi, il presidente regionale Claudio Papa. Presenti anche il direttore Aniello Ascolese. Molti imprenditori agricoli hanno aderito. Anche dirigenti sezionali del Basso Molise erano sul posto.

Agrivoltaico: non su terreni di prima classe

Il presidente Claudio Papa ha dichiarato il sostegno di Coldiretti all'economia verde. Ha però posto un limite importante. «Coldiretti ha sempre sostenuto il poter e dover fare economia green», ha affermato Papa. «Ma non su terreni di prima classe come questo», ha aggiunto. Ha sottolineato che esistono molte aree meno produttive. Queste zone potrebbero essere utilizzate per gli impianti. Per questo motivo, è urgente una definizione chiara. «Per questo, oggi più che mai, urge una definizione di quali siano quelle idonee o meno alla realizzazione di tali impianti», ha concluso Papa.

Adamo Spagnoletti ha sollevato un interrogativo fondamentale. «Come facciamo noi agricoltori a produrre cibo se ci vengono tolte tutte queste terre fortemente vocate alla produzione agricola?», si è chiesto Spagnoletti. Ha evidenziato le caratteristiche di questi terreni. Si tratta di aree dotate di sistemi di irrigazione. Sono stati investiti milioni di euro in queste zone. Qui è possibile praticare un'agricoltura fiorente. «Parliamo di terreni serviti dall'irrigazione, dove sono stati investiti milioni di euro e dove si può fare un'agricoltura florida e fiorente», ha spiegato.

Strategia regionale e impatto sull'agricoltura

Il direttore Aniello Ascolese ha chiesto chiarimenti sulla strategia regionale. «Qual è la strategia che ha la Regione Molise rispetto a questa tipologia di impianti?», ha domandato Ascolese. Ha evidenziato che chi realizza gli impianti possiede le necessarie autorizzazioni. «Perché è chiaro che chi realizzerà è in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie», ha sottolineato. Ha ricordato l'impegno storico. Molte generazioni hanno curato queste terre. Sono stati fatti investimenti per creare un'agricoltura d'eccellenza. «Qui c'è chi nei secoli ha manutenuto queste terre e ha investito per realizzare un'agricoltura di eccellenza», ha affermato.

Ascolese ha anche espresso dubbi sulla fattibilità agricola all'interno dei parchi agrivoltaici. «Oltre a ciò non è chiaro che tipo di agricoltura si potrà praticare all'interno di un parco agrivoltaico», ha dichiarato. Ha inoltre sollevato interrogativi sui benefici concreti per la comunità molisana. Secondo dati Eurispes, la regione produce già più energia di quanta ne consumi. «Quali saranno i benefici reali che porteranno alla comunità molisana questi impianti visto che, secondo i dati Eurispes, la nostra regione produce già molta più energia di quella che consuma?», ha concluso Ascolese.

Distorsione dei prezzi e danno d'immagine

L'aumento delle richieste di autorizzazione per gli impianti sta avendo conseguenze negative. Si sta verificando una notevole distorsione nei prezzi dei terreni. Questo mette ulteriormente in difficoltà le aziende agricole. «L'aumento delle richieste di autorizzazione sta causando anche una distorsione notevole dei prezzi dei terreni, mettendo ulteriormente in difficoltà le aziende del settore», ha spiegato Ascolese. Ha anche menzionato il danno d'immagine per il territorio. Il Molise punta sul paesaggio e sulla natura incontaminata. Questi elementi sono fondamentali per rilanciare il turismo. «Senza tralasciare il danno di immagine per un territorio come il Molise che punta sul paesaggio e la natura incontaminata per rilanciare le attività turistiche», ha aggiunto.

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